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Il Pd ennese "Lega ormai organica alla coalizione che governa la città"

Il Consiglio Comunale che si è celebrato in data 18/05 ha visto consumare l’ennesimo atto di arroganza e scorrettezza politica da parte delle forze di maggioranza a sostegno dell’amministrazione Dipietro. In discussione vi era la modifica al piano triennale delle opere pubbliche con l’inserimento di un project financing per il rifacimento della rete di pubblica illuminazione. Le motivazioni che hanno portato il gruppo del Partito Democratico a votare contro la proposta sono legate a tutta una serie di criticità che hanno trasformato una opportunità di sviluppo per il nostro territorio in un costo penalizzante per la città. Nello specifico il progetto inserito nel piano prevede un costo per il Comune pari a 10 milioni di euro, suddivisi in un canone che si discosta poco dall’attuale somma che l’ente paga per la fornitura dell’energia elettrica. Tutto ciò per una scelta politica consumata dall’amministrazione e dalle forze politiche di maggioranza a sostegno di Dipietro, a cui da un po’ di tempo a questa parte si è unita anche la Lega, divenendo organica alla coalizione di governo, che in questo modo completa l’elenco dei partiti di centro destra a sostegno. A questo punto ci chiediamo come partiti di centro sinistra (Italia Viva) possano condividere un percorso politico e di governo assieme al partito di Salvini. Sindaco ed alleati hanno perso un’occasione per dare slancio al nostro tessuto economico, in quanto partecipando ai bandi per l’efficientamento energetico avrebbero potuto finanziare l’ammodernamento della rete elettrica a costo zero, trattenere gli utili scaturenti dal risparmio energetico, incrementare le casse comunali, esentare dal pagamento dei tributi le famiglie e le imprese che si trovano in difficoltà in questo momento storico. L’amministrazione, invece, per scelta politica, preferisce fare altro, blindando 3 future amministrazioni a questo progetto, andando ad inficiare, quindi, le future scelte discrezionali e politiche. Riteniamo inammissibile tale determinazione, ancor di più, perché assunta a fine mandato, ma soprattutto in un momento in cui la priorità dovrebbe essere rappresentata dalle misure a sostegno della cittadinanza stretta nella morsa del Covid 19.

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