Il calcio: questione di Programmazione e Metodo
Buongiorno cari lettori e appassionati di calcio. Ci eravamo lasciati qualche settimana fa dopo esser giunti al termine dell’analisi del percorso di crescita che ogni giocatore affronta dal primo giorno di scuola calcio all’approdo in Prima Squadra. Soffermandoci in particolare sui primi anni di apprendimento della materia calcistica, avevamo sottolineato, in più di un’occasione, la fondamentale importanza ricoperta dai concetti di Programmazione e Metodologia di insegnamento.
Oggi vorrei puntare il focus proprio su questi due concetti, dandovi la mia personale opinione a riguardo.
E’ però necessario partire da un assunto fondamentale che ci permetta di individuare il momento 0, ovvero il punto di partenza dal quale progettare un percorso propedeutico e sistemico di insegnamento e allenamento.
Ogni allenatore, istruttore, preparatore e addetto ai lavori, è chiamato ad un’analisi dettagliata delle componenti tecniche, tattiche, motorie, atletiche e cognitive, oltre a quelle caratteriali e morali, del gruppo di giocatori che ha a disposizione. I risultati ottenuti determinano il punto da cui partire con il lavoro. E’ proprio in questo momento che i concetti di Programmazione e Metodo assumono un’importanza fondamentale per tracciare e perseguire la strada più corretta.
Dopo aver premesso questo è possibile definire in maniera chiara e precisa cosa si intende per Programma di lavoro e Metodo di insegnamento.
La Programmazione non è altro che l’insieme delle decisioni e delle procedure che la società sportiva e gli allenatori concordano, elaborano e realizzano, in riferimento agli obiettivi da raggiungere, al fine di organizzare e pianificare in modo efficace le occasioni di apprendimento del gioco calcio, rivolte ai propri giocatori. Essa tiene conto delle componenti che entrano a far parte del processo educativo – formativo – sportivo (bisogni, motivazioni, interazioni fra allenatori e allievi, tra allievi e allievi, realtà sociale del territorio in cui si opera, risorse e vincoli).
La teoria della programmazione, che nasce nell’ambito economico e non pedagogico, viene applicata, spesso con buoni esiti, anche in ambito educativo – sportivo in quanto permette di passare dall’insegnamento occasionale ad una organizzazione strutturata degli interventi, pianificati con logica e attenzione ai bisogni dei ragazzi da educare – allenare.
È un ottimo strumento per tutti i tecnici (allenatori, istruttori, formatori e preparatori) che possono controllare, in questo modo e in ogni momento, l’andamento del loro lavoro.
Certamente la programmazione non può diventare qualcosa di rigido e obbligante, che impedisca di variare in itinere le proposte, in base ai bisogni contingenti o alle situazioni imprevedibili, compresi il disturbo, l’errore e l’insuccesso, che possono verificarsi.
Una programmazione flessibile permette di cogliere e utilizzare delle occasioni impreviste che possono contenere un’alta valenza formativa e conoscitiva.
E’ bene dunque aprirsi alla possibilità di integrare vari modelli di insegnamento che, pur partendo da una programmazione per obiettivi lasci spazio anche ad altri modi di insegnare – apprendere, come per esempio quello “per problemi”, che consente la valorizzazione della molteplicità degli stili personali di apprendimento e delle differenze individuali, nonché l’acquisizione consapevole delle abilità motorie, tecniche e tattiche.
La prospettiva di lavoro, che ha l’obbligo di darsi una struttura economica, con tutti gli elementi organizzati al posto giusto per arrivare il più in fretta possibile a un traguardo, può essere integrata con la prospettiva che orienta progressivamente l’allenatore verso l’attenzione alla relazione interpersonale e la necessità di considerare il ragazzo costruttore attivo dei propri apprendimenti sportivi.
Il Metodo è, invece, l’insieme degli strumenti e delle strategie che rendono funzionale ed efficace una Programmazione. La metodologia di lavoro risponde alla domanda intrinseca ad ogni progetto di insegnamento sportivo “come posso favorire l’apprendimento? Quali strumenti sono utili e coerenti a tal proposito?”.
Ne consegue che ogni società, insieme al proprio staff tecnico, individua una serie di procedure e strumenti, condivisi da tutti, che rendano efficace il proprio Programma.
Esistono già, ed altri sono in fase di studio, diversi metodi di lavoro per l’allenamento delle componenti tecniche, di quelle tattiche e di quelle atletico motorie. A mio avviso però il metodo più efficace è quello che riesce a lavorare le diverse componenti contemporaneamente, senza scinderle, avvicinandosi così quanto più possibile al Modello Prestativo, ovvero la partita, dove tecnica, tattica e atletismo si fondono dando vita per 90 minuti a quello che da molti è ritenuto essere lo spettacolo più bello del mondo.


