I medici di famiglia respingono le accuse di Musumeci
Dall’incontro di lunedì 11 ottobre tenutosi all’Università popolare sul Covid-19 è emerso, fra le molte cose, un motivato risentimento della dottoressa Maria, che ha voluto chiarire a nome suo e dei suoi colleghi il ruolo e l’apporto dato dai medici di famiglia alla popolazione tutta in piena pandemia. La dottoressa Maria ha sottolineato la responsabilità di cui sono stati caricati i medici di base, i primi a dover rispondere alle domande e alle pressanti richieste di aiuto dei pazienti. Le parole della dottoressa Maria inoltre vogliono essere una replica a quanto detto da Musumeci a fine settembre: “Ci aspettiamo molto di più dai medici di medicina generale, dei quali conservo dall’adolescenza una immagina quasi ieratica ma che si è sbiadita per lo scorrere degli anni e per una caduta etica e deontologica” a cui il segretario della Fimmg Sicilia, Luigi Galvagno, aveva così risposto: “Distorcere la realtà consapevolmente per allontanare l’attenzione dei cittadini da ritardi e insufficienze della macchina organizzativa anti-Covid è un fatto grave”. “Siamo stati noi medici di famiglia a seguire gli oncologici e i cronici, durante la pandemia. Operando con quanto avevamo a disposizione. I pazienti hanno imparato a elencare i farmaci di cui hanno bisogno per telefono e oggi, nonostante sia tornata la normalità, continuano a farlo, con poco garbo per chi non vuole limitarsi a compilare liste della spesa, ma gradirebbe recuperare il rapporto personale, gravemente incrinato, coi propri assistiti”. La dottoressa Maria ha dato sfogo a un sentimento comune fra i medici di base e ha ribadito il modo poco urbano con cui spesso la loro professione viene screditata da chi li racconta come superflui. “Il medico di base è il filtro fra la gente e lo specialista e l’ospedale, ma i riconoscimenti vanno ad altri eroi che non siamo noi” così ha concluso la dottoressa Maria il suo racconto sul Covid-19 e il mondo della medicina di base.
Gabriella Grasso


