“E se il futuro avesse dimenticato la saggezza?”
Dai fasti del ’68 alla crisi di leadership globale: chi guiderà le nuove generazioni in un mondo che sembra aver perso la memoria del proprio passato?
“Quali speranze?”
Carissimi amici, noi eredi dell’esilarante stagione del 1968 non avremmo mai sospettato che, improvvisamente, nell’ordine mondiale, determinato forse dal tragico esito della Seconda guerra mondiale, potessero affiorare non solo un’abominevole confusione, ma anche atroci spaccati di odio.Poiché sembra che le attuali leve del potere siano detenute da personaggi privi di carisma, talvolta megalomani, sarebbe auspicabile che alcuni “massi ingombranti” del secolo scorso potessero invece donare la loro saggia esperienza, per impedire che le nuove generazioni, spesso distratte, rivivano i terribili momenti di quelle spericolate manovre anti belliche, ancorate alla tutela di particolari spazi.
Siano l’enciclica Populorum Progressio e la Costituzione dogmatica Lumen Gentium ad accendere il miracolo di un’imperscrutabile vocazione a una pacifica e serena cooperazione mondiale. Calogero Centofanti
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