Criminalità immaginate è il titolo del libro di Antonio Vesco, giovane antropologo di Alcamo, pubblicato da Tamu edizioni-Tangerin di Napoli. Se il titolo risulta non del tutto chiaro a definire meglio l’oggetto è il sottotitolo: Ripoliticizzare la questione mafiosa. Già nell’introduzione l’autore chiarisce che il suo contributo non vuole essere diretto ad indagare la mafia in quanto organizzazione criminale, ma ad analizzare il fenomeno nei suoi aspetti sociali e politici.
Mafia-politica è un binomio molto presente nelle indagini giudiziarie e negli studi scientifici, tuttavia Vesco ce ne dà un’interpretazione che, partendo dalle sue ricerche sul campo e dagli studi più avvertiti, può apparire sorprendente e spiazzante. Ma Criminalità immaginate non si limita a questo perché come è scritto sulla quarta di copertina: “Le diverse mafie italiane sono immaginate almeno quanto sono concretamente operative. E vengono immaginate da un’intera popolazione che, per fare i conti con la propria identità, addossa al Mezzogiorno il male che esse rappresentano. La mafia è quindi più di un fenomeno criminale e di una questione politica: è un dispositivo simbolico”. Senza dubbio una prospettiva quantomeno originale.
Il libro sarà presentato dall’autore mercoledì 6 maggio alle ore 17,30 presso la Casa di Giufà, a cura dell’associazione Zanni, in collaborazione con Comune di Enna e Casa di Giufà. Per informazioni 3404990772


