Mancata attivazione riserva Ancipa
Spettabili Direttori, Signor Prefetto, Presidente Regione Siciliana,
Apprendiamo con sorpresa e enorme disappunto, implicitamente da un comunicato stampa
della società Siciliacque, la notizia che alla data di ieri, 26 novembre, alcuni comuni che a
partire dalla data del 15 novembre avrebbero dovuto essere completamente scollegati dall’in-
vaso Ancipa sono ancora alimentati dall’invaso; in particolare parliamo di Caltanissetta, San
Cataldo, Enna bassa, Agira e addirittura il Consorzio di Bonifica di Caltanissetta.
Purtroppo non siamo in possesso di dati recenti, ma, dai dati di ottobre, le erogazioni a questi
comuni assommavano ad almeno 145 l/s su un totale di 206 l/s, il 70% circa del volume totale
erogato, ovvero un volume di circa 15.500 m3 sul totale dei 22.200 m3 al giorno erogati, una
volta sommate le perdite di rete.
Come già descritto nelle precedenti istanze, dall’analisi del grafico idrometrico dell’invaso An-
cipa, ad oggi non si evince una evidente riduzione dell’erogazione, in contraddizione con il
NicosiaAssociazione di promozione sociale
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Il Presidente – ing. Fabio BRUNO
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comunicato della Protezione Civile regionale del 19 novembre, che asserisce che la riserva di
480 mila metri cubi prevista (ridotta a 400 mila m3) in via esclusiva per i soli 5 comuni, si è
trasformata in un “Piano di distacco graduale dei Comuni del Nisseno e dell’Ennese ancora
alimentati dal Lago Ancipa” e che “Siciliacque già dal 3 novembre ha avviato una graduale
riduzione dei prelievi, oggi arrivata al 60%”.
La ormai acclarata mancata attivazione della riserva è un fatto di una gravità enorme, l’acqua
dell’Ancipa di fatto in questi mesi è stata utilizzata per altri comuni che, se si fosse intervenuti
tempestivamente, avrebbero potuto essere approvvigionati con altre fonti, ed è anche stata uti-
lizzata per altri usi non idropotabili (ad esempio per il Consorzio di Bonifica) e ora si rischia
di svuotare completamente la diga, compromettendone la funzionalità, e di privare i cittadini
di questi comuni della provincia di Enna di un bene primario, l’acqua!
Il piano di attivare la riserva per i comuni Ancipa dipendenti esiste da quasi 2 mesi, come è
possibile che non si è riusciti a realizzarlo?
Avendo ricevuto delle “critiche” a proposito della nostra affermazione abbiamo deciso di ve-
rificarla creando un modello di svuotamento della diga.
Il modello sostanzialmente è un foglio di calcolo che, in base ai parametri fisici della diga
(alcuni ipotizzati) e ai volumi erogati, calcola quando si arriverà a quota zero.
ATTENZIONE nel modello ipotizziamo che si possa utilizzare tutta l’acqua residua e non ci
siano problemi con la fauna ittica e i residui di fondo diga, e di questo abbiamo già espresso
forti dubbi.
Nel modello si possono modificare alcuni parametri, ma in particolare vogliamo evidenziare
quelli nei riquadri colorati: il volume erogato iniziale è 257 l/s (equivalente a 22.200 m3 al
giorno al 1° novembre, 206 l/s più le perdite) e la nuova portata e il giorno in cui si riduce
l’erogazione.
Nell’esempio in figura 1 valutiamo una riduzione del 30% a partire da giorno 19 novembre
(prendendo per buono la metà di quanto asserito nel comunicato del Dipartimento Regionale
della Protezione Civile). In arancio la curva del livello dell’acqua senza riduzione (che si esau-
risce al giorno 33, quindi il 3 dicembre), la curva in verde ipotizzando una riduzione del 30%
a partire da giorno 19. Con questi parametri l’invaso invece che giorno 3 si esaurirebbe total-
mente il giorno 39, quindi il 9 dicembre.
Per costruire il modello, innanzitutto abbiamo recuperato alcune misure fondamentali, come
ad esempio la profondità massima del lAssociazione di promozione sociale
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sul web1 la sezione del muro della diga (figura 2) e dalle immagini del Sentinel (figura 3)
abbiamo estratto l’area e la lunghezza dell’invaso.
Poi bisogna fare un’ipotesi sul profilo del lago: dopo aver osservato nel tempo lo svuotamento
in coda, abbiamo dedotto che l’invaso può essere descritto con buona approssimazione da un
trapezoide a base triangolare (il muro), ovvero un tronco di piramide a base triangolare (con la
faccia della superfice d’acqua perpendicolare al muro). Applicando le formule geometriche
abbiamo il volume e con le formule trigonometriche gli angoli del solido di riferimento.
A questo punto, conoscendo il volume e la portata, sapendo che la portata altro non è che la
variazione del volume nel tempo (P=dV/dt), e che il volume varia in funzione della variazione
dell’altezza (profondità), abbiamo derivato la formula per la variazione di livello dell’acqua in
funzione della portata.
Infine abbiamo impostato il modello ipotizzato in excel e abbiamo verificato che funzionasse,
utilizzando dati storici, e lo abbiamo sottoposto a peer review.
Seguono altre figure con ipotesi di svuotamento per differenti profili di utilizzo, in particolare
la prima (figura 4) quella in cui non si è fatto quasi nulla fino ad oggi, ma già da stanotte
avverrà il distacco totale degli altri comuni e la seconda (figura 5) quella che rappresenta il
piano iniziale di distacco totale. Comunque in tutte le ipotesi non dimentichiamo il problema
della fauna ittica e dei detriti che potrebbero accorciare ancora di più la durata.
In ogni caso è chiaro che prima si riduce (e più si riduce) e più tempo si guadagna, ma se non
si riduce è questione di pochi giorni. Quindi anche se ormai è tardi non tutto è perduto se si
interviene immediatamente.
Premesso che, come già scritto nelle precedenti istanze, la soluzione che si prospetta all’oriz-
zonte, ossia la distribuzione con autobotti, è improponibile tanto è irrazionale, soprattutto
(come già descritto in dettaglio) in un periodo invernale e in territori con la nostra orografia.
Siccome parliamo di garantire alla popolazione un bene primario. L’accesso all’acqua, un diritto
fondamentale e inalienabile che va garantito a tutti.
Pertanto, dobbiamo ripeterci e, quindi, reiteriamo ancora una volta le nostre richieste:
1. intervenire ORA affinché ci venga garantita una riserva sufficiente d’acqua, per evi-
tare che il servizio venga interrotto e si debba ricorrere alle autobotti;
2. nel medio termine, intervenire per garantire azioni che consentano che l’esigua risorsa
idrica dell’invaso Ancipa venga erogata solo ed esclusivamente per gli usi
1 https://progettodighe.it/dighe/ancipa/Associazione di promozione sociale
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idropotabili, che venga ridotto il numero di Comuni serviti dall’invaso, e che si inter-
venga immediatamente per ridurre le perdite in rete.
In sostanza, fintantoché il deficit idrico non sarà colmato, l’invaso dovrà essere fruito esclusi-
vamente dai Comuni della provincia di Enna.
Se questa soluzione non dovesse essere praticabile, si dovrà trovare il modo di far confluire
nell’invaso Ancipa acqua proveniente da un diverso sistema acquifero, accelerando tutte le
opere programmate, anche mediante l’utilizzo di strutture emergenziali provvisorie.
Ancora “speranzosi” in un serio cambio di marcia, porgiamo i nostri saluti.
Fabio Bruno – Presidente MDT
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