Dirittto all’Ivg sicura e legale: Cgil e associazioni ascoltate dalla VI commissione Ars. “Il governo regionale difenda la legge regionale 23/2025”
Ma le risposte che arrivano sono “insoddisfacenti, la battaglia quindi continua”
Palermo, 5 nov- Una delegazione del coordinamento donne della Cgil Sicilia, guidata da Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia, ed Elvira Morana, responsabile per le politiche di genere insieme alle rappresentanti di alcune associazioni* impegnate sul fronte del diritto all’aborto sicuro e legale è stata ascoltata oggi dalla VI commissione dell’Ars. Presenti all’audizione, richiesta da Cgil e associazioni, anche l’assessora regionale alla Salute e il dirigente generale dell’assessorato. Cgil e associazioni hanno chiesto che il “governo regionale si impegni per la difesa della legge regionale 23/25, che impone alle strutture sanitarie l’assunzione di medici non obiettori, impugnata dal Consiglio dei ministri. “Non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti- affermano Messina e Morana- perché la situazione della carenza di medici non obiettori non è affrontabile solo con la programmazione, per come ci è stato proposto in considerazione dell’esiguità oggi del personale sanitario nel complesso e dedicato e della disattenzione all’argomento dimostrata fino ad oggi. Si parla di una falla enorme, con oltre l’80% dei medici obiettori cosa che pregiudica per le donne il diritto alla salute, sia delle donne, che del personale sanitario, costretto a lunghi turni di lavoro in condizioni spesso critiche”. Le esponenti della Cgil sottolineano che “la battaglia per il diritto all’aborto sicuro e legale continua e riteniamo che la Regione sta perdendo l’occasione di difendere una misura positiva che la connotava come regione avanzata su questo tema e le avrebbe consentito di superare le criticità di atto”.


