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Coronavirus. Allarme di Ugl e Unimpresa-Assoesercenti Catania: “In Sicilia ancora niente Cassa integrazione in deroga per gli artigiani e centinaia di lavoratori. La Regione applichi quanto disposto dal Tar Lazio”

Coronavirus. Allarme di Ugl e Unimpresa-Assoesercenti Catania: “In Sicilia ancora niente Cassa integrazione in deroga per gli artigiani e centinaia di lavoratori. La Regione applichi quanto disposto dal Tar Lazio”
Niente Cassa integrazione in deroga per gli artigiani catanesi e siciliani. E’ questo allarme lanciato dalla Ugl e da Unimpresa-Assoesercenti di Catania a nome di numerose imprese artigiane che non possono accedere alla forma di ammortizzatore sociale, prevista nell’ambito delle misure urgenti a sostegno dell’economia emanate dal Governo nazionale in questa difficile fase di emergenza nazionale. Le risorse, infatti, sono state traferite al Fondo bilaterale dell’artigianato che, allo scopo di accettare le pratiche, ha chiesto alle aziende il versamento di una quota di iscrizione o il recupero delle quote non pagate a quelle già iscritte. Questione, superata nei giorni scorsi grazie ad una circolare emanata dall’Inps (la numero 47) e da una sentenza del Tar del Lazio che hanno in definitiva sancito la non obbligatorietà di adesione ai fini dell’erogazione della Cigd. “Nonostante la ormai acclarata giurisprudenza ed i pareri in merito, ancora oggi in Sicilia gli artigiani rimangono a secco e sono disperati – evidenziano il segretario territoriale della Ugl Giovanni Musumeci ed il direttore provinciale di Unimpresa-Assoesercenti Salvo Politino. Ci rivolgiamo per questo al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ed agli assessori regionali del Lavoro Antonio Scavone e delle Attività produttive Mimmo Turano, affinché in Sicilia venga applicato senza indugio, ed ulteriore ritardo, quanto disposto dal Tar. Chiediamo, a nome di tutto il mondo dell’artigianato e delle migliaia lavoratori coinvolti, un’azione immediata di buonsenso in un momento così grave per la tenuta finanziaria di tante imprese e di numerose famiglie sia catanesi, che della nostra intera isola, evidenziando la particolare condizione di recessione economica.”

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