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Centrodestra in frantumi a Enna: lo sfogo di un elettore deluso

Riccardo Marzo 7, 2026 5 minuti letti

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un cittadino ennese che si dichiara elettore di centro destra

Se il centrodestra ennese fosse un film, probabilmente sarebbe un mix tra “Tutti contro tutti” e “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Scrivo da elettore del centrodestra, uno dei tanti che in questi anni ha creduto in un progetto politico che avrebbe dovuto cambiare davvero la città. Ma quello che oggi si percepisce in città – parlando con la gente, leggendo i giornali e osservando la politica locale – è una sensazione sempre più diffusa: il centrodestra a Enna appare in frantumi.

Divisioni interne, rivalità tra leader e personalismi stanno trasformando quella che sulla carta dovrebbe essere la coalizione più forte in una realtà sempre più confusa.

E il paradosso è evidente: pur potendo contare sulle liste più numerose e teoricamente più competitive, il centrodestra rischia seriamente di regalare la città al Pd e al ritorno di Mirello Crisafulli.

Forza Italia: due anime e nessuna sintesi

Guardando a Forza Italia, la sensazione è quella di un partito diviso.

Da una parte c’è chi vorrebbe candidare alla guida della città figure che in Consiglio comunale hanno contrastato l’attuale amministrazione, salvo oggi immaginare scenari che finirebbero per sostenerla.

Dall’altra c’è un’area del partito poco incisiva sul territorio, ma che comunque rivendica la candidatura a sindaco.

Il risultato è una situazione che assomiglia più a una guerra interna che a una vera strategia politica.

Mpa: la lista più forte… ma con “gambe d’argilla”?

Il Movimento per l’Autonomia potrebbe presentare la lista più forte sulla carta. In Consiglio comunale il gruppo è numeroso e quando, circa due anni fa, è rientrato pienamente nel perimetro della maggioranza, molti elettori – me compreso – si aspettavano un cambio di passo.

L’idea era semplice: con quei numeri il movimento avrebbe potuto tracciare una linea politica chiara per la città.

Invece la sensazione diffusa è stata diversa. Più che protagonisti delle scelte politiche, il gruppo è apparso spesso nel ruolo di sostenitore e spettatore.

Oggi il partito sembra puntare molto sulla figura del proprio leader, che guarda anche ad altri scenari politici, come le prossime elezioni regionali.

Una strategia fortemente accentrata che rischia di trasformare quella che oggi appare una lista forte in una lista con gambe d’argilla.

Fratelli d’Italia: presenza nazionale, peso locale limitato

Fratelli d’Italia può contare su una presenza nel governo nazionale, ma sul piano cittadino molti elettori percepiscono una presenza politica poco incisiva e poco visibile.

Una distanza che pesa soprattutto quando si parla di problemi concreti della città.

Lega, Udc e Noi Moderati: chi li ha visti?

Per altri partiti del centrodestra cittadino la domanda che circola tra i cittadini è semplice: chi li ha visti?

Lega, Udc e Noi Moderati sembrano quasi assenti dal dibattito politico locale. Nel frattempo, come spesso accade, la “radio fante” della politica racconta di possibili cambi di casacca pronti a materializzarsi.

Lista del sindaco: chi è rimasto davvero?

Un altro interrogativo riguarda la lista del sindaco.

Con il passare degli anni molti protagonisti iniziali si sono allontanati e oggi molti cittadini si chiedono: chi è rimasto davvero nel progetto originario?

I civici e il giro delle sette chiese

Il comportamento di alcuni civici lascia perplessi molti elettori.

Prima il sostegno convinto al progetto dell’amministrazione Di Pietro.
Poi le critiche verso chi è rimasto nel governo della città.
Successivamente il ritorno in giunta con la promessa di portare qualità amministrativa.

Ma molti cittadini si chiedono: quali risultati concreti sono arrivati?

E oggi, dopo quello che qualcuno definisce il classico giro delle sette chiese, tornano nuovamente nel dibattito politico.

I movimenti attorno al gruppo Alloro

Negli ultimi giorni si parla anche dei movimenti attorno al gruppo Alloro, tradizionalmente vicino all’Mpa.

Secondo alcune indiscrezioni non mancherebbero contatti con l’area che guarda alla lista Gargaglione, legata a una parte di Forza Italia.

Se fosse così, sarebbe un segnale politico importante e dimostrerebbe che anche all’interno della coalizione crescono dubbi sulla solidità dei progetti politici in campo.

Una crisi che riflette anche la Regione

Molti cittadini vedono in questa situazione anche il riflesso di quello che accade alla Regione Siciliana, dove il centrodestra appare spesso unito solo formalmente.

Basta guardare ai voti segreti all’Assemblea regionale per capire che l’unità spesso esiste solo sulla carta.

Partiti senza partiti

Un altro problema evidente riguarda il funzionamento dei partiti.

In città non si vedono assemblee pubbliche, circoli attivi o momenti di confronto con gli iscritti.

Spesso le decisioni sembrano prese da pochi leader autoreferenziali, senza un vero coinvolgimento della base.

Ed è questo, forse, uno dei problemi più grandi della politica locale.

Dieci anni e una città che si ferma

Nel frattempo la città osserva.

I primi anni dell’esperienza amministrativa avevano generato aspettative positive. Ma negli ultimi tempi molti cittadini segnalano problemi evidenti:

strade dissestate
verde pubblico trascurato
randagismo
politiche sociali ferme
uffici comunali in difficoltà

Temi che emergono continuamente nel dibattito pubblico e sui social.

Il paradosso finale

Continuando così, il centrodestra rischia di fare un vero regalo politico agli avversari.

Pur partendo con più liste e più candidati forti sulla carta, potrebbe finire per spianare la strada al Pd e al ritorno di Mirello Crisafulli.

Un paradosso che molti elettori del centrodestra faticano a comprendere.

Una riflessione finale

Chi ha sempre votato centrodestra lo dice con amarezza, non con polemica.

Ma forse è arrivato il momento che qualcuno a livello regionale e nazionale si accorga di quello che sta succedendo a Enna.

Perché continuando così, tra divisioni e personalismi, il rischio è che molti elettori del centrodestra arrivino a una conclusione semplice:

questa volta, forse, meglio restare a casa.

Boris Dibilio

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Riccardo

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