Che bella serata coi Genesis !
L’evento del Salone della Musica, diretto da Aldo Petralia, è stato davvero speciale. Marcello Stella ha guidato i Soci accorsi all’Al Kenisa in un viaggio nella musica dei Genesis, soffermandosi soprattutto sulle interpretazioni intense e teatrali di Peter Gabriel.
Gabriel, durante il suo periodo nei Genesis (anni ’70), portò nel rock progressivo una dimensione quasi teatrale: costumi, personaggi e testi profondi che hanno reso brani come “Supper’s Ready”, “The Musical Box” o “The Carpet Crawlers” vere esperienze artistiche. Non sorprende quindi che un racconto appassionato di quel periodo riesca ancora oggi a coinvolgere tanto il pubblico.
Serate così, in luoghi suggestivi e con appassionati numerosi, dimostrano quanto quella musica continui a emozionare dopo decenni.
Una conferenza-concerto con video permette davvero di entrare dentro la musica. In un contesto come quello del Al Kenisa, il pubblico può non solo ascoltare il racconto di Marcello Stella, ma anche vedere le immagini storiche dei Genesis e delle performance teatrali di Peter Gabriel.
Nel periodo di Gabriel, i concerti dei Genesis erano quasi spettacoli teatrali: lui appariva sul palco con maschere e travestimenti (la volpe rossa, il fiore gigante, Britannia…), trasformando canzoni come The Musical Box o Supper’s Ready in vere narrazioni visive.
La musica dei Genesis è davvero magica.
Il gruppo riusciva a unire poesia, teatro e musica in modo unico. Le loro composizioni erano spesso lunghe, piene di cambi di atmosfera, con testi profondi e visionari. Sul palco, poi, Gabriel trasformava ogni brano in una piccola storia, con costumi e personaggi che rendevano i concerti indimenticabili.
Anche grazie ai musicisti straordinari della band, come Tony Banks, Mike Rutherford, Steve Hackett e Phil Collins, è nato un suono che ancora oggi emoziona milioni di persone.
Brani come Firth of Fifth continuano a far venire i brividi anche dopo tanti anni.
E sono state proprio le note magiche di Firth of Fifth ad aprire all’improvviso la serata suonate con eleganza e perizia da Elisabetta Russo fra l’entusiasmo di tutti.
In fondo è proprio questo il segno della grande musica: non invecchia mai.


