Abbiamo fatto la storia.
Dopo 79 anni questa società vince il suo primo campionato di Prima Categoria.
E lo fa nel modo più vero: sul campo, da vincitori.
La Barrese ha conosciuto categorie importanti come Promozione ed Eccellenza, ma sempre da ripescata.
Oggi no. Oggi ci andiamo per quello che abbiamo dimostrato.
Si chiude una stagione lunga, intensa, fatta di lavoro quotidiano, sacrifici e momenti non semplici, ma proprio per questo ancora più vera.
Un grazie ai ragazzi.
All’inizio non è stato tutto semplice, ma hanno avuto la forza di restare dentro al percorso senza mollare.
Si sono messi in discussione, hanno lavorato, hanno stretto i denti quando serviva e, settimana dopo settimana, sono diventati una vera squadra.
Sono loro i protagonisti di tutto questo.
Sono loro che la domenica scendono in campo, che si prendono le responsabilità, che lottano su ogni pallone e che portano a casa il risultato.
Hanno dato tutto, sempre, e questo fa la differenza.
Un grazie speciale al presidente Roberto Costa, per avermi dato la possibilità di guidare questo gruppo e per essere stato il primo a crederci davvero.
All’inizio forse non eravamo pronti, ma la sua determinazione e quella “pazzia” nel voler vincere a tutti i costi ci hanno trascinato tutti.
Ci ha fatto credere che fosse possibile, e da lì è cambiato tutto.
Grazie alla società e ai dirigenti, veri pilastri di questa squadra.
Sempre presenti, anche quando non si vede, pronti a sostenere i ragazzi e a garantire tutto ciò che serve perché la squadra possa dare il massimo.
Il vostro lavoro, spesso silenzioso ma costante, ha reso possibile ogni traguardo di questa stagione.
Un grazie al mio staff: Alessandro Ferrera e Tony Montana, con cui ho condiviso ogni passo di questo percorso, tra confronti, scelte e lavoro quotidiano.
Un ringraziamento speciale al preparatore atletico Totò Costa.
Per avermi sostenuto sempre, nei momenti belli e in quelli più difficili, dentro e fuori dal campo.
E per il lavoro fatto con i ragazzi: una squadra che per 90 minuti non smette mai di correre non è un caso.
Gran parte di questo merito è suo.
Questa non è solo una vittoria, ma il risultato di un gruppo che ha costruito qualcosa giorno dopo giorno.
È un’annata che resta dentro.
Orgoglioso di questo gruppo.


