ATI, GOVERNO E EUROPA
Nella nota postata e pubblicata ieri, avevo sottolineato che una società aerea, che aveva lo stesso nome ATI di quella che oggi dovrebbe riprendere i voli ex Alitalia, esisteva già da tempo, assieme ad altre società all’interno del gruppo “Alitalia” ed incorporata nel 1994.
Oggi, come primo atto, i nuovi amministratori hanno deliberato di integrare quel nome in “ITA AIRAWYS” forse per evitare facili allusioni. L’amministratore delegato della nuova società Lazzerini ha dichiarato che “il nuovo è un nome che guarda avanti, guarda al futuro, precisando che però rimane un po’ di passato”.
Lo stesso A.D. ha voluto chiarire con orgoglio che oggi non è che nasca una compagnia di bandiera italiana, ma la compagnia di bandiera.
Interessante l’impegno assunto “dobbiamo dimostrare al contribuente italiano che questa volta saremo attenti all’uso che facciamo al loro capitale, questo è l’obbligo che ci sentiamo chiaro in testa”.
Il nostro capitale ?.
In verità è il nostro Governo che continua nel gioco delle tre carte con l’Europa.
Dopo avere sperperato oltre un miliardo di euro in una società privata che doveva fallire circa dieci anni fa, a causa di una gestione molto allegra e non per effetto della crisi manifestatasi con il coronavirus allora inesistente, ha creato una nuova società, con camuffato capitale pubblico, continuando a non rispettare gli impegni assunti nei confronti dell’Unione europea.
L’attuale difficile momento è aggravato dalla gestione del personale ex Alitalia, che non potrà essere tutto assorbito dalla nuova società, al quale non potrebbero essere riconosciuti tutti i privilegi che hanno contribuito notevolmente ad aggravare la situazione dell’Alitalia.
A conclusione della liquidazione dell’Alitalia tutti i contribuenti italiani saranno costretti a leccarsi le ferite e prepararsi per i nuovi danni che saranno prodotti dalla nuova società.
angiolo alerci



ANGELO MI PARE CHE LA NUOVA SOCIETA’ SI CHIAMI ITA E NON ATI