ARS: RIMPASTO GOVERNO. GIAMBONA “AZIONE TARDIVA E FRUTTO DI GIOCHI DI POTERE”
PALERMO (30 aprile 2026) – “Dopo oltre quattro mesi di paralisi, il governo guidato da Renato Schifani completa finalmente la giunta. Un rimpasto tardivo, che arriva non per rispondere ai bisogni dei siciliani, ma per chiudere faticosamente le partite di potere interne alla maggioranza”. Lo afferma Mario Giambona, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Le nomine di Nuccia Albano, Elisa Ingala e Marcello Caruso – prosegue – rappresentano l’ennesima dimostrazione di come questa maggioranza sia più concentrata a mantenere equilibri politici interni che a garantire efficacia e qualità dell’azione amministrativa. È paradossale che, dopo mesi di stallo, si arrivi a un rimpasto di dimensioni ridotte, costruito più per accontentare i partiti che per rafforzare davvero il governo della Regione. Così come appare contraddittorio il ritorno di una forza politica come la Democrazia Cristiana, che fino a ieri sembrava esclusa dagli equilibri di governo e oggi rientra come se nulla fosse”.
“Colpisce in particolare la scelta sull’assessorato alla Salute – aggiunge Giambona – affidato a una figura politica che non ha un trascorso parlamentare né una consolidata esperienza diretta sui territori. Parliamo di un assessorato strategico, che da solo gestisce circa il 50 per cento dell’intero bilancio regionale, con una dotazione di quasi 11 miliardi di euro: una leva decisiva per garantire servizi essenziali ai cittadini. Proprio per questo sarebbe stata necessaria una figura con un profilo forte, riconosciuto e con comprovata conoscenza del sistema sanitario e delle dinamiche territoriali. La scelta fatta, invece, lascia aperti più di un interrogativo sulla reale capacità di affrontare una sfida così complessa”.
“Permangono inoltre forti perplessità anche sull’assessorato agli Enti locali – prosegue –. A un anno dalla fine della legislatura, appare singolare l’individuazione di una figura con limitata esperienza sulla funzione pubblica e sulla gestione degli enti locali siciliani, un settore che richiede conoscenza immediata delle criticità e capacità di intervento rapido. In questo contesto, sarebbe stato più lineare e funzionale ripristinare assetti già conosciuti, come nel caso di Andrea Messina, evitando ulteriori fasi di apprendimento che la Sicilia non può permettersi”.
“Se questo era l’approdo – incalza – viene spontaneo chiedersi perché i siciliani abbiano dovuto attendere mesi. Ancora una volta si è anteposta la logica degli equilibri politici a quella dell’efficienza amministrativa”.
“Questo rimpasto non cancella i problemi di fondo – conclude – né le divisioni interne a una maggioranza che continua a mostrarsi fragile e inconcludente. La Sicilia ha bisogno di un governo stabile, autorevole e capace di decidere. Non di operazioni di piccolo cabotaggio che arrivano in ritardo e senza una visione”.


