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Antonio David: “Una stabilizzazione per i 151nisti e, col tempo per gli altri”. Questa è la possibile riforma Forestale del governo Musumeci

Antonio David: “Una stabilizzazione per i 151nisti e, col tempo per gli altri”. Questa è la possibile riforma Forestale del governo Musumeci

E’ stato abbastanza chiaro e intuitivo il discorso del presidente Musumeci in visita al Comune di Aidone (En), quando gli è stato domandata in presenza, e davanti agli organi televisivi locali, la questione inerente il settore forestale, tema dominante in tutta la Sicilia, in quanto assorbe molte realtà territoriali e comunali. La facile risposta del presidente: NIENTE STABILIZZAZIONE PER TUTTI I FORESTALI.
Tale discorso si può ampliare,discutere e intuire sotto vari aspetti e se dobbiamo sentire la risposta degli addetti ai lavori, la si può sintetizzare in diversi modi. – “Non sò veramente se ridere o piangere – dice Antonio David di ForestaliNews- il presidente Musumeci ha fatto intuire chiaramente che tutti i lavoratori non possono essere stabilizzati per ovvie ragioni ma, possono esserlo solo una parte cioè, coloro che coprono la prima fascia occupazionale, cioè i 151nisti, mentre le altre due fasce dei 101 e 78 possono lavorare giorni in più durante l’anno, ma quanti ? Se dobbiamo lavorare per 10 o 20 giorni in più, questa non possiamo chiamarla riforma del settore ma un “contentino aggiuntivo” all’elemosina che tutt’ora abbiamo. Si stabilizzerà col tempo colui che, passerà alla fascia successiva ma sempre da 151 ad OTI (in parole povere), dunque tempo su tempo e, vista la situazione attuale delle graduatorie con una certa fascia media di 55 anni a singolo lavoratore, i tempi saranno biblici.”
Una stabilizzazione col tempo dunque, un chiarimento attuativo possibile fra qualche settimana quando sarà presentata in aula tale riforma, e se vogliamo dirla tutta, il tempo atteso in tanti anni non ha portato a niente di costruttivo per migliaia di famiglie che attendono o attendevano, un miglioramento all’attuale precarietà visto che il settore è rimasto in coda alle aspettative della classe operaia.

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