Di Elisa Di Dio
Ma capita solo a me di pensare che il mondo, lì fuori, sembri essere impazzito?
Sarà per questo che il teatro mi appare come un argine di cura, bellezza, pensiero, per contrastare la follia che domina, in questo momento, nel dibattito pubblico.
Sulla scena vive una realtà che fa sperare di sanare le ferite del presente. Non sono fantasie. Sono le utopie necessarie, i sogni da sognare con ostinazione per fermare la barbarie che avanza.
Accade sempre questa magia in un luogo sacro e umano come il teatro, accade di più quando sulla scena si rappresenta una storia per piccoli e grandi, una storia d’amore, di generosità disinteressata e purissima, un incontro fra due creature distanti, capaci di superare barriere di tempo e spazio per portare un po’ di bene al mondo e scoprirsi, infine, innamorate. È successo ieri sera, al teatro Neglia, pieno del calore del numerosissimo pubblico presente dalla platea alla galleria, è successo perché insieme agli adulti c’erano tanti bimbi e ragazzi. È successo perché il direttore artistico, Mario Incudine, ci ha donato questo felicissimo momento all’ interno della rassegna teatrale ’25/26. Grazie a lui, a Paolo Campisi, all’ ufficio eventi del Comune di Enna, al nostro ufficio stampa guidato da Mariangela Vacanti. Grazie ad Angelo DiDio e Filippa Ilardo colonne portanti della Compagnia dell’Arpa, grazie a Linda Trinity che, a sorpresa, è stata con noi e per un momento sono ritornata ai primissimi anni della nostra attività, quando facevamo tutto insieme. Grazie alla Compagnia de Il Principe felice, Claudio Castagna Adriana Lunardo Jessica Aiello Esmeralda Sabina e al nostro direttore tecnico, Roberto Ragusa. Sono stati loro a far vibrare ogni battuta, ogni visione, ogni passo dei personaggi creati da Oscar Wilde. La mia gratitudine, da amica, prima ancora che da regista, nei loro confronti è totale.
Rondinella, Il principe, la madre, il giovane artista, la fiammiferaia, il sindaco e il consigliere affronteranno tanti palchi e tanto pubblico e faranno innamorare e sognare tutti quelli che affolleranno le sale.
Grazie alla professoressa e costumista Placida Faraci alla professoressa Nunzia Arancio alla cara e brava assistente Angela Marmo, alla professoressa Maria Concetta Lo Monaco: le loro creazioni hanno vestito ogni emozione dei personaggi sul palco.
Grazie, infine, pubblico. Amici, amiche, bambini, genitori, allievi dei nostri laboratori, spettatori provenienti da vicino e lontano. Ci accendiamo grazie a voi. Insieme siamo un faro che non cambia purtroppo nulla di ciò che andrebbe cambiato, ma fa luce sull’idea di umanità.
Se quella ancora esiste, ed esiste, è perché noi, con quell’atto di fede che si declina anche nella pratica artistica, la facciamo rivivere insieme, attraverso le parole e i sogni dei poeti.
Non spegniamoci mai
Vi prego
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