A Sherbeth il “Gusto della libertà”, fatto con i prodotti delle terre confiscate alla mafia
Presentato un gelato che veicola un messaggio importante: “Esempi simili danno ricchezza a questi territori un tempo oppressi dalla mafia”
Palermo, 10 novembre 2024 – Tanta emozione ieri sera alla sala dei dipinti del Teatro Massimo di Palermo. Nel corso di Sherbeth, che si chiude oggi con l’assegnazione del concorso Procopio Cutò, la presentazione del “Gusto della libertà”, un gelato preparato esclusivamente per la kermesse più importante sul gelato artigianale, con i prodotti provenienti dalle terre confiscate alla mafia. All’evento, moderato dall’attore e conduttore televisivo Roberto Lipari, hanno preso parte i maestri gelatieri Giovanna Musumeci, Vincenzo Lenci e Ilenia Zoli, Francesco Citarda del consorzio Libera Terra, Fabio Nicola della cooperativa Cascina Caccia, Carmelo Pollichino dell’associazione Libera contro le mafie e Antonello Cracolici, presidente della commissione antimafia dell’assemblea regionale siciliana.
Il gusto della libertà è stato concepito come un gelato al miele e zafferano esclusivamente prodotti nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. “Non vi nascondo che ci siamo davvero emozionati a preparare questo gusto – dice Vincenzo Lenci, maestro gelatiere e vincitore di Sherbeth nel 2022 – Un gelato che rappresenta tanto. Non è un semplice gelato, ma è qualcosa che esprime una voglia di essere orgogliosi nel raggiungimento di certi obiettivi, come sono quelli di liberare la terra dalle mafie. Abbiamo preparato un gelato miele e zafferano, semplice, fatto con quello che ci dà la Natura e che può esprimere la libertà”. “Scegliere un gelato è un’azione veramente semplice – dice Roberto Lipari – Allora immaginiamo se questo gelato invece fosse la legalità, l’antimafia, la lotta per ciò che è giusto fare per il bene comune. Sarebbe stupendo entrare in questa ipotetica gelateria e scegliere questo gelato al gusto della legalità. Scegliere la legalità, sempre, è un obiettivo che dobbiamo porci in questa città, Palermo, che è un simbolo della lotta alla legalità e siamo stati i primi a fare malissimo alla criminalità. Non possiamo di certo fermarci adesso”.
“Il gelato è parte della cultura siciliana – dice Francesco Citarda – La nostra collaborazione con Sherbeth va avanti ormai da dieci anni e ci permette di far conoscere l’impegno del nostro consorzio nella lotta contro la criminalità organizzata. Coltiviamo 1.200 ettari di territorio con 170 persone che collaborano con la nostra realtà. Produrre un gelato artigianale con i prodotti coltivati nelle terre confiscate alla mafia, vuole veicolare il messaggio che è possibile un riutilizzo sociale dei beni confiscati per creare un’alternativa al potere della mafia nei territori segnati dalla sua presenza”. “Questi ragazzi dimostrano che si può fare buona agricoltura, dare lavoro e creare ricchezza in questi territori – dice Cracolici – e per me è già un successo straordinario. Lo Stato, quando decide di fare lotta alla mafia in maniera seria, può farlo anche sul piano sociale, investendo sulle nuove generazioni e nella capacità di fare legalità. In più, aggiungo, se si lega il gelato, prodotto simbolo della nostra Isola e dell’Italia nel mondo a queste tematiche, allora credo che il gusto dell’antimafia possa davvero produrre un profumo di libertà e riscatto”.
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