A FUTURA MEMORIA (sempre che la memoria abbia un futuro).
Quasi tutto ciò che conosciamo dell’antica città di Enna lo dobbiamo all’opera dell’Avv. Paolo Vetri (1826-1891), che sul finire del XIX secolo vergó le più belle e rinomate pagine di storia ennese, di cui mi onoro custodire i volumi originali, oltre che condividere la comune passione per la materia e per la professione forense. Egli amò la città di smisurato amore, così osannandola: “Enna nell’antichità si ebbe i suoi tempi consacrati a Cerere non solo, ma a Proserpina, Bellona, Bacco, Diana, e fuori la medesima in un luogo vicino l’attuale punto detto Porto Salvo che ne conserva il nome, alla Vittoria; si ebbe il suo teatro, la palestra, il Foro rammentati da Cicerone e Diodoro, il suo anfiteatro, i suoi bagni, la sua strada rotabile per la quale Demofilo si portava in cocchio a Finzia, o in Catania, la sua moschea, che si ergeva ove attualmente trovasi la Chiesa di S. Marco le Vergini; dipendevano dalla medesima vari municipi, oggi casali, fra i quali quelli di Fondrò e Balata che tramutati nella stessa, i luoghi che ne occuparono ne ritengono il nome. Cotante memorie, cotante meraviglie sono state assorbite dalla voracità dei secoli, sono sparite per la natura della pietra calcarea conchiglifera terziaria, che non lotta colle intemperie, colla longanimità del tempo; sono sparite, perchè un popolo che sopraggiunge, un nuovo culto che si abbraccia, si sforza scancellare il passato innovando, o abbattendone i monumenti, eppure i pochi avanzi rimasti, le memorie che si conservano sono sufficienti a farci esclamare – Enna tu fosti grande, Enna, disputata dai greci, romani e cartaginesi, tu fosti l’ambizione degli imperi” (Castrogiovanni 8 maggio 1877 – Avv. Paolo Vetri – da “Monumenti storici esistenti in Castrogiovanni”).
Gli studi di Vetri ebbero degna sistemazione in una magnifica “trilogia” storica edita tra il 1879 ed il 1886 dalla tipografia Pansini e Punturo con il finanziamento del Comune di Enna. Nel 1980 l’opera venne ristampata dal Comune di Enna in due volumi che, ancora oggi, costituiscono un punto di riferimento essenziale per le ricerche degli archeologi.
Questo studioso infaticabile ha impedito che la storia millenaria della città di Enna cadesse nell’oblio del tempo inesorabile consacrandola all’immortalità; nel giorno della commemorazione dei defunti è triste osservare il modesto sepolcro sporco di fango ove riposano i suoi resti mortali, obliati da quella stessa Città di cui egli rese immortale il ricordo.


