Le inadempienze dell’ASP n. 4 di Enna nei confronti dei disabili Ciclicamente si ripresenta sempre lo stesso copione. E sempre con lo stesso obiettivo: creare difficoltà a chi vive già in condizioni di disabilità. I bambini e giovani adulti, che vivono insieme alle loro famiglie una condizione di disagio perché affetti da disturbi dello spettro autistico e/o ritardo mentale, si ritrovano ancora una volta a fare i conti con l’inefficienza dell’apparato burocratico. In particolare l’ASP di Enna da alcuni mesi, così come avveniva in passato, non assicura più rimborsi rapidi per i trattamenti riabilitativi usufruiti dai propri figli. Le famiglie sono dunque costrette ad anticipare per parecchi mesi i pagamenti per le prestazioni previste in appositi Piani Terapeutici Individualizzati (PIT), piani appositamente elaborati dai medici dell’ASP stessa. A seguito di un incontro avvenuto a giugno del 2025 presso la Direzione generale dell’Asp di Enna, alla presenza del Direttore Generale Dott. Zappia, della Dott.ssa Maria Sagona, della Dott.ssa Carmela Murè, del Dott. Luigi Salvatore Bonelli, della Dott.ssa Anna Maria Russo, quali rappresentanti dell’Asp e il sig. Lo Presti Santino Davide, il Dott. Bandinu Vincenzo, la dott.ssa Mustica Rosalia e l’Avv. Calanni, quali rappresentanti dell’Associazione Elpis, si stabiliva che i predetti rimborsi sarebbero dovuti avvenire entro 60 giorni dalla presentazione delle fatture appositamente quietanzate. Nella stessa riunione il Direttore Generale dell’ASP si impegnava, a partire dal mese di giuno 2026, a convenzionare le cooperative che erogano i servizi con pagamenti diretti esentando il tal modo le famiglie al pagamento delle terapie. Attualmente si assiste ad un ritardo di pagamento di alcuni mesi e ciò costringe le famiglie, soprattutto le fasce economicamente più deboli, ad indebitarsi o addirittura a rinunciare alle terapie necessarie per migliorare la qualità di vita di se stessi, dei loro figli e della società in generale. Ancor più grave è quanto sta avvenendo alle cooperative ed associazioni che prestano servizi riabilitativi in convenzione con l’ASP. Da mesi non ricevono il pagamento per le prestazioni rese e ciò crea un gravissimo danno alla stabilità finanziaria delle suddette strutture. Conseguenza logica a questo stato di cose è che il servizio pubblico erogato dalla cooperative e associazioni che operano nella riabilitazione di questi soggetti fragili è messo in serio rischio non potendo, alla lunga, assicurare la continuazione della loro operatività. La incomprensibile presa di posizione dell’ASP crea danni enormi sia ai soggetti che hanno bisogno di apposite terapie che alle loro famiglie. La gestione di tale disabilità, che prevede spesso routine consolidate, viene messo in serio pericolo dalla sospensione dei trattamenti con conseguenze diverse come una possibile regressione o peggio un aumento della frustrazione e dell’aggressività. Ma c’è anche un altro problema sociale da tenere in considerazione. Se le strutture attrezzate al trattamento delle terapie riabilitative dovessero trovarsi nella impossibilità di sostenere finanziariamente il mancato pagamento da parte dell’ASP delle prestazioni erogate, la conseguenza sarebbe il licenziamento di numerose figure professionali operanti in codesto settore. E ciò con gravi conseguenze sociali in un territorio economicamente debole e che offre poche opportunità lavorative. Allo scopo di sollecitare l’Asp al rispetto degli accordi pregressi è stata indetta una manifestazione pubblica già segnalata alle Autorità competenti. La manifestazione si svolgerà davanti la Direzione Generale dell’Asp di Enna in Viale Diaz il giorno 28 del corrente mese dalle ore 9:00 alle ore 17:00. Si invitano tutte le associazioni, i genitori dei soggetti disabili e tutti coloro che hanno a cuore questa problematica a parteciparvi.
Il Presidente Lo Presti Santino Davide


