Senologia: con la VAE la chirurgia si sposta in ambulatorio
E in 50 casi i tumori più piccoli localizzati in “wireless”
L’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania compie un ulteriore passo in avanti nel percorso di eccellenza dedicato alla salute della donna. La struttura complessa di Senologia, diretta dalla dott.ssa Francesca Catalano, ha infatti introdotto una tecnologia all’avanguardia che innova il trattamento delle lesioni mammarie: la procedura interventistica VAE (Vacuum-Assisted Excision), che si aggiunge alla recente innovazione di localizzazione wireless dei tumori più piccoli.
VAE per le lesioni pre-cancerose. Grazie a un nuovo sistema bioptico dedicato, i radiologi senologi e i tecnici specializzati hanno avviato la VAE, tecnica mini-invasiva assistita da vuoto che permette di rimuovere completamente lesioni pre-cancerose (classificate come B3) di circa 1,5 cm sotto guida ecografica o mammografica. A differenza dell’asportazione chirurgica tradizionale, la Vacuum-Assisted Excision si svolge in regime ambulatoriale, dura circa 30 minuti e non richiede incisioni estese né ricovero. «La procedura VAE rappresenta una svolta per la qualità della vita delle nostre pazienti – spiega la dott.ssa Francesca Catalano, direttore della Senologia – perché, oltre a garantire un recupero immediato e un risultato estetico eccellente, grazie all’utilizzo di aghi di maggiore calibro permette di ottenere una quantità di tessuto superiore per l’esame istologico che migliora notevolmente la precisione diagnostica: nel 10% dei casi queste lesioni nascondono carcinomi in fase iniziale, permettendoci di intervenire precocemente, e successivamente alla VAE, con piccoli gesti chirurgici risolutivi. Si evitano così giorni di ricovero con conseguente minore disagio all’utente, riducendo anche le liste d’attesa chirurgiche e i costi a carico del Servizio Sanitario».
Sistemi wireless per noduli non palpabili. Si è nel frattempo consolidata l’innovazione introdotta nel corso del 2025 che permette di localizzare noduli non palpabili tramite due sistemi avanzati: riflettore radar e seme magnetico. Superando il disagio del tradizionale “filo di repere” metallico, queste tecnologie permettono di identificare con estrema precisione la neoplasia o le microcalcificazioni. Il dispositivo può essere inserito anche settimane prima dell’intervento e guida il chirurgo tramite una sonda sonora, permettendogli di limitare l’area di incisione e di salvaguardare così i tessuti sani circostanti. Tale tecnologia, nell’arco di un anno, è stata applicata su cinquanta pazienti e in tutti i casi si è rivelata fondamentale nel trattamento dei linfonodi ascellari e nei percorsi di chemioterapia neoadiuvante, consentendo di ritrovare con esattezza il sito della malattia anche a distanza di mesi dal trattamento farmacologico.
Il direttore generale dell’Azienda Cannizzaro, dott. Salvatore Giuffrida, sottolinea il valore aggiunto delle innovazioni: «Entrambe le metodiche – afferma – concorrono a rendere i percorsi di cura sempre più efficienti e meno impattanti per l’utente: garantire alle donne terapie che rispettano l’integrità fisica e psicologica, riducendo al minimo il trauma dell’intervento, è una priorità della Breast Unit del Cannizzaro che si conferma anche sotto questo profilo punto di riferimento per la diagnostica e la chirurgia senologica».
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