Ieri al Salone del libro di Torino insieme a tanti esperti e appassionati abbiamo discusso di patti per la lettura, sostegno all’editoria, valorizzazione delle biblioteche pubbliche e welfare culturale. Interventi molto qualificati e stimolanti e un pubblico molto attento.
Abbiamo ricevuto apprezzamento per aver presentato e fatto approvare la prima norma regionale in Italia che sostiene i comuni facenti parte del circuito “Città che legge”.
Nel corso dell’incontro abbiamo esposto il nostro disegno di legge sulla promozione della lettura, incardinato nei giorni scorsi in Commissione Cultura all’ARS.
Abbiamo evidenziato che i libri e la lettura sono risorse strategiche su cui investire con l’obiettivo di migliorare il benessere individuale e dell’intera comunità, favorendo il piacere di leggere, la coesione sociale e stimolando lo sviluppo di pensiero critico della cittadinanza.
La pratica della lettura è uno degli indicatori scelti dall’Europa per calcolare la crescita culturale, sociale ed economica di un Paese.
L’Italia ha però uno degli indici più bassi tra i paesi membri, tanto da far parlare di una vera e propria “emergenza lettura”, che si manifesta non solo con il modesto numero di lettori, ma anche con una scarsa partecipazione dei cittadini alle attività culturali e con la “povertà educativa” di bambini e ragazzi, rilevata misurando il loro grado e qualità di competenze nel leggere.
I recenti dati dell’Associazione Italiana Editori mostrano che legge libri a stampa solo il 58% della popolazione sopra i 15 anni nel Sud e nelle Isole contro il 73% al Centro Nord; la Sicilia registra l’indice più basso assieme ad Abruzzo e Molise (56%) e inferiore a Sardegna (57%), Basilicata e Calabria (58%), Puglia (59%) e Campania (60%).
In Sicilia c’è il 28% di biblioteche in meno rispetto al Centro Nord in rapporto alla popolazione e queste hanno in media il 16% di libri in meno (2.738 volumi contro 3.244 in media); nella quasi metà delle biblioteche siciliane (47,4%) non è presente alcun bibliotecario professionalizzato (nel Centro Nord la stessa percentuale è del 25%); i prestiti per 1.000 abitanti sono 31 in Sicilia contro i 741 nel Centro Nord.
Sul fronte della diffusione del libro si registra che in Sicilia risultano operative solo 203 librerie, ovvero 4,2 per 100mila abitanti contro 6,4 nel Centro Nord; sono 305 i comuni (piccoli e grandi) privi di librerie (pari al 78% dei comuni della regione) e circa 1,5 milioni di abitanti risiedono in aree prive di esercizi commerciali dove poter consultare e acquistare dei libri.
Questi dati sono davvero allarmanti e dovrebbero scuotere le coscienze dei politici siciliani. Ci auguriamo che si possa invertire questo trend con azioni efficaci e politiche pubbliche adeguate


