Sanità: Giovedì 29 maggio sit- in della Cgil Sicilia, insieme a Funzione pubblica e Spi, davanti all’assessorato regionale della Salute
Palermo, 28 mag- La Cgil torna in piazza in Sicilia domani, giovedì 29 maggio, per il diritto alla salute. E contro politiche della sanità che “danno fiato alle trombe delle clientele e del malaffare, mentre il sistema di fatto resta paralizzato, in preda a inefficienze e carenze”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino nel presentare il sit- in di giovedì davanti all’assessorato regionale della salute, in piazza Ottavio Ziino, a Palermo ( alle 9.30).
La Cgil, insieme a Funzione pubblica e a Spi, contesta al governo regionale “gli enormi ritardi sugli strumenti di programmazione, con il piano sanitario che non vede la luce e altrettanto il piano della rete ospedaliera”. Non va meglio per quanto riguarda la gestione, con le Asp di Palermo, la più grande della Sicilia, e di Trapani, investita recentemente dallo scandalo degli esami istologici in ritardo, ancora senza vertice. “Quello che è paradossale- dice Mannino- è osservare che tutti concordano sul dato che il sistema è allo sbando, come dimostrano i continui scandali, ma la responsabilità è sempre di qualcun altro. Noi riteniamo invece che le responsabilità siano di chi può cambiare le cose ma non lo fa – sottolinea il segretario della Cgil- per equilibri di interessi che non sono quelli della collettiività, ma che oggi prevalgono anche sul buon senso”. Nella lista dei ritardi ci sono anche le strutture previste dal Pnrr, case di salute e ospedali di comunità. Secondo una rilevazione nazionale Cgil di fine marzo, su 155 case della comunità previste, risultano conclusi solo i lavori di 1 struttura, 103 sono in corso, 37 non sono nemmeno iniziati. Dei 43 ospedali di comunità previsti, oggi non è attivo nessuno e per 30 di questi ii lavori sono in corso. La Cgil rileva che “non si tende a recuperare i ritardi col rischio concreto di non raggiungere gli obiettivi nelle scadenze previste”. Si aggiunge che il personale sanitario continua a essere insufficiente in assenza di un piano di assunzioni e di stabilizzazioni, con i rischi connessi per il personale stesso in termini di carichi di lavoro e di sicurezza e per il funzionamento del sistema. Continuano inoltre a non essere spese le risorse per implementare i posti di terapia intensiva e subintensiva. Per il sindacato “è una situazione non più sostenibile per le migliaia di persone che non trovano risposte al bisogno di salute, che nella migliore delle ipotesi devono attendere lunghe liste di attesa col rischio dell’aggravarsi delle patologie, che non riescono ad accedere alla prevenzione, che ,e sono tanti, alla fine rinunciano alle cure”. La manifestazione di giovedì, dice la nota del sindacato, è un nuovo nostro passo, con l’auspicio che qualcosa si muova e che la protesta contro un sistema che non funziona diventi corale”.


