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  • Cultura

Il ritorno a Nicosia della Madonna del Soccorso – di Gaetano Cantaro

Riccardo Marzo 3, 2025 5 minuti letti
madonna del soccorso

Il ritorno a Nicosia della Madonna del Soccorso.
La storia recente della statua della Madonna del Soccorso di Nicosia ha inizio nel 2008 quando il Dott. Salvatore Lo Pinzino ed il Prof. Santo Casalotto danno alle stampe il volume “Nicosia e la Valle del Salso” che illustra un suggestivo itinerario <>.
Fu infatti in questo luogo che, sul finire del 1300, grazie ad una donazione dei notabili nicosiani, Rainaldo e Beatrice Salomone, venne edificato il Monastero benedettino di Santa Maria del Soccorso. Gli autori della pubblicazione, oltre a identificare i ruderi del vasto caseggiato, riuscirono a recuperare una vecchia immaginetta, pubblicata in copertina, raffigurante la bellissima e antichissima statua della Madonna del Soccorso che ornava l’omonima chiesa annessa al monastero, recante sul piedistallo l’iscrizione “Vicencius Lavia fieri fecit” (fatta eseguire da Vinceno Lavia); addirittura, gli autori riuscirono ad individuare esattamente la nicchia in cui la statua era ubicata forse fino agli inizi del secolo scorso.
Agli inizi del mese di ottobre del 2023, compare sul web il catalogo dell’asta n.1236 pubblicato da Pandolfini Casa d’Aste, contenente un prestigioso repertorio di sculture dal XV al XIX secolo da doversi battere in asta il 26 ottobre. Al lotto n.20 è raffigurata una bellissima statua mariana cinquecentesca, attribuita allo scultore Gabriele di Battista Bregno alias da Como, con base d’asta € 40.000,00. L’opera era esattamente quella raffigurata nella copertina del libro a suo tempo pubblicato 15 anni prima da Lo Pinzino e Casalotto.
L’accurata descrizione del lotto a cura degli esperti della Pandolfini non lasciava alcun dubbio, era proprio la statua della Madonna del Soccorso che, nel corso dei secoli, più volte aveva cambiato mano fino a giungere a Firenze, nella collezione Giovanni Turchi. Pregevole testimonianza del primo rinascimento siciliano, di ispirazione gaginesca, la scultura raffigura la Vergine Maria che stringe nella mano destra l’impugnatura di un bastone diretto a colpire una viscida creatura demoniaca antropomorfa dal volto barbuto e le zampe palmate in atto di ritrarsi ai suoi piedi. Con la mano sinistra solleva, invece, il manto per accogliere sotto la sua protezione un fanciullo impaurito che cerca conforto tra le pieghe della veste. Nel basamento sono raffigurate le effigi dei coniugi committenti che ne fecero omaggio alla Chiesa, una donna ed un uomo genuflessi, quest’ultimo da identificare con il barone Vincenzo Lavia da Nicosia come riportato nell’iscrizione. L’opera presenta il blasone della famiglia Lavia, dal 1700 variato in La Via. Secondo la condivisibile ricostruzione del curatore dell’asta, Prof. Giancarlo Gentilini, il committente sarebbe da identificare in Vincenzo Lavia «Barone di Fittuzia, Cavaliere dello Spron d’oro e Domestico di Corte, Giudice civile e criminale, Capitano di Catania e Giurato di Nicosia nel 1529», vissuto nell’epoca in cui la famiglia ricoprì ruoli di particolare prestigio, come quelli di Pietro e Antonello Lavia, Capitani di Giustizia di Nicosia sul finire del Quattrocento, o Filippo «Barone di Buterno e di Grado, Castellano di Marquet in Siracusa, Regio Milite, Cavaliere dello Spron d’oro e Domestico di Corte», che nel 1535 ospitò a Nicosia nel suo lussuoso palazzo l’imperatore Carlo V di ritorno dall’impresa di Tunisi.
La notizia della vendita all’asta dell’opera ha suscitato sgomento ma anche proficuo e intenso dibattito sui social che ha consentito all’Avv. Gaetano Cantaro di interagire direttamente con il Vice Sindaco di Nicosia, Avv. Anna Maria Gemmellaro, e con il Sindaco, Dott. Luigi Bonelli, ai quali, stante l’imminente vendita dell’opera, ha proposto di sollecitare immediatamente i poteri di tutela cautelare della Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna e di Firenze, con richiesta di avvio della dichiarazione di interesse culturale dell’opera ex art. 13 e segg. del D.Lgs n.42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), preordinata all’esercio dell’eventuale prelazione nell’acquisto dell’opera.
Nel giro di meno di ventiquattro ore, il Sindaco di Nicosia ha inviato tale richiesta formale e il Soprintendente ai Beni Culturali di Enna, Arch. Angelo Di Franco, nella mattinata del 26 ottobre 2023, ha notificato con lodevole rapidità il provvedimento di avvio del procedimento amministrativo diretto alla tutela dell’opera d’arte, provocando così il ritiro del lotto poche ore prima che venisse venduto. Nello stesso tempo si adoperavano diversi deputati regionali per reperire le risorse necessarie per l’acquisto e si prospettava anche la possibilità di lanciare una sottoscrizione pubblica per raccogliere le offerte dei privati cittadini.
Nel pomeriggio del 26 ottobre 2023, Pandolfini Casa d’Aste, con encomiabile senso di responsabilità e sentito amore per l’arte, preso atto dell’interesse del Comune di Nicosia e della comunità nicosiana a riportare la preziosa scultura nel suo luogo di origine, ha ritenuto di favorire l’acquisizione ritirando l’opera dall’asta e avviando una trattativa diretta tra il proprietario e il Comune.
La trattativa si è conclusa con l’ausilio dell’Avv. Cantaro, il quale ha anche provveduto gratuitamente alla redazione dell’atto di compravendita perfezionatosi il 10/9/2024. Dopo l’espletamento del complesso iter burocratico, l’opera è stata trasferita a Nicosia e si prevede prossimamente la collocazione della stessa all’interno dell’atrio della Casa Comunale di Nicosia ove potrà assurgere a simbolo di una comunità che si è riappropriata di un prezioso pezzo della propria storia.

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