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Atletica leggera: fidal.it: salto in lungo: Filippo Randazzo campione italiano assoluto Indoor (8 mt)

Riccardo Febbraio 28, 2022 11 minuti letti
randazzo 1

Velocità azzurra da brividi agli Assoluti indoor di Ancona. Il campione olimpico Marcell Jacobs conquista il secondo titolo italiano consecutivo nei 60 metri con 6.55 (dopo il 6.57 della batteria), nella prima gara italiana dopo gli ori olimpici dei 100 e della 4×100. Battuti Giovanni Galbieri (Aeronautica, 6.62) e Antonio Moro (Delogu Nuoro, 6.70), di fronte al pubblico del Palaindoor, pazzo per lo sprinter delle Fiamme Oro. Al femminile è straordinaria Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre) che nei 60 metri divora la pista di Ancona con il record italiano di 7.16, tre centesimi meglio di quanto fatto in batteria (7.19), e già qualche giorno fa a Lodz, stesso crono-record che condivideva con Marisa Masullo da Budapest 1983. La 22enne reggiana allenata a Roma da Giorgio Frinolli precede Aurora Berton (Libertas Friul Palmanova), seconda in 7.28 e la campionessa uscente Vittoria Fontana (Carabinieri) terza in 7.29. Sfida appassionante negli 800 femminili: Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre) trionfa con 2:01.07 diventando la terza italiana di sempre indoor, nel duello con Elena Bellò (Fiamme Azzurre) che chiude in 2:01.45. Nel peso, si impone con 21,34 Nick Ponzio (Athletic Club 96 Alperia). Dalle pedane dei salti, debutti stagionali con 8,00 per Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) nel lungo e con 1,92 nell’alto per Elena Vallortigara (Carabinieri). Si impone con 4,46 nell’asta Elisa Molinarolo (Fiamme Oro), nel lungo femminile esce di scena con tre nulli Larissa Iapichino (Fiamme Gialle) e il titolo va alla junior Marta Amani (Cus Pro Patria Milano) con 6,32. Vittorie nei 400 metri per Brayan Lopez (Fiamme Azzurre) in 46.87 ed Eleonora Marchiando (Carabinieri) in 53.52, negli 800 per Catalin Tecuceanu (Silca Ultralite Vittorio Veneto) in 1:48.08. Dario Dester (Carabinieri) oltre i 6000 punti nell’eptathlon con 6038. Migliore prestazione italiana per club nella 4×400 donne, merito della Bracco Atletica: 3:39.14 per Maya Bruney, Alessandra Bonora, Alessandra Iezzi e Giancarla Trevisan. Cds Assoluti: primi posti per Fiamme Gialle al maschile e Bracco Atletica al femminile.

“Non solo Jacobs, per l’atletica italiana prosegue l’onda lunga di Tokyo – le parole del presidente FIDAL Stefano Mei – Queste giornate di Ancona hanno dimostrato che il movimento ha assorbito i trionfi delle Olimpiadi e sta cercando di tramutarli in ulteriore energia. Ci attende un’estate piuttosto impegnativa, ma prima ci sono i Mondiali indoor di Belgrado. Credo che avremo belle soddisfazioni e questo, a cascata, si riflette sul territorio: piste e pedane sono piene di ragazzi, è una nuova età dell’oro”.

ISCRITTI e RISULTATI – PROGRAMMA ORARIO e INFO UTILI – FOTO (di Francesca Grana/FIDAL) – LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA

PARLANO MARCELL&ZAYNAB – I più veloci d’Italia si scambiano complimenti e si danno anche i voti in zona mista: “Sono molto severo con me stesso – le parole del campione olimpico Marcell Jacobs, lontano dal 6.49 stagionale e dal 6.47 del suo record italiano – oggi non mi darei la sufficienza, non ho trovato l’attivazione di cui necessito. Ma l’importante era vincere il titolo. Insieme a Paolo Camossi valuteremo questa gara, ma spero di poter correre di nuovo mercoledì a Madrid, poi lunedì 7 nel meeting di Belgrado sulla pista dei Mondiali (18-20 marzo, ndr). È lì, ai Mondiali, che bisogna arrivare al top: l’obiettivo sarà battere me stesso e cercare di mettere più avversari possibile alle spalle”. Al settimo cielo Zaynab Dosso: “Jacobs mi ha dato 10? Gentilissimo. Io mi do 8, ci sono stati degli errori, in batteria e in finale. Voglio migliorarmi ancora gara per gara. Belgrado è un appuntamento veramente importante, spero di spiccare”. Oggi stacca Berton e Fontana, ma anche Anna Bongiorni (Carabinieri, 7.30), Hope Esekheigbe (Assindustria Sport, 7.35), Irene Siragusa (Esercito, 7.40), Gloria Hooper (Atl. Brescia Metallurgica San Marco, 7.41) e Dalia Kaddari (Fiamme Oro, 7.44).

BATTERIE 60: DOSSO GIÀ A 7.19 – La star più attesa, il campione olimpico dei 100 e della 4×100 Marcell Jacobs (Fiamme Oro), aveva cominciato da 6.57 in batteria. Partenza migliorabile, lanciato sempre da ammirare, saluti per tutto il pubblico del Palaindoor che lo adora e lo acclama. È il più veloce delle batterie, ma questo non fa notizia: inseguono Antonio Moro (Delogu Nuoro, 6.68) e Giovanni Galbieri (Aeronautica, 6.70) che poi finiranno sul podio in finale, a posizioni invertite. “È bello tornare a gareggiare in Italia dopo i due ori olimpici – le parole di Jacobs dopo la batteria – nella mia carriera ho sempre cercato di onorare i campionati italiani. Per la finale non mi sono posto obiettivi, importante è conquistare il titolo come lo scorso anno e correre il più sciolto possibile. L’importante è che il tempo arrivi ai Mondiali indoor di Belgrado”. Devastante Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre) già in batteria: di nuovo 7.19, di nuovo record italiano eguagliato, come già accaduto a Lodz. La reggiana pareggiava ancora il tempo di Marisa Masullo del 1983 a Budapest. Ed era la prima donna italiana a scendere per due volte sotto i 7.20. Nella seconda batteria, si era confermata su ottimi riscontri Aurora Berton (Libertas Friul Palmanova), prima con 7.29, due centesimi meglio di Anna Bongiorni (Carabinieri, 7.31). Hope Esekheigbe (Assindustria Sport) a prendersi la terza batteria (7.39).

800 – Un duello meraviglioso. Una sfida fantastica tra Gaia Sabbatini ed Elena Bellò. A metà gara (passaggio in 1:00.07) è già ampiamente un vis-a-vis tra le due portacolori delle Fiamme Azzurre, con le altre rivali a inseguire da lontano. La vicentina Bellò agisce da front-runner, la teramana Sabbatini attende l’ultimo giro per sprigionare tutti i cavalli del motore e la grinta che è il suo marchio distintivo. Il primo tentativo di sorpasso lo sferra nel rettilineo opposto ma Bellò chiude la porta all’interno. Il secondo assalto è quello decisivo, sempre per vie interne, a quaranta metri dal termine, sfruttando lo spiraglio di luce (pochissima) lasciata in prima corsia. Una manovra da equilibrista che però riesce all’azzurra, specialista dei 1500 e non degli 800, capace di un sontuoso 2:01.07, per diventare la terza italiana di sempre dopo Elisa Cusma (1:59.25) e Gabriella Dorio (2:00.85). In due scendono sotto il limite per i Mondiali indoor di Belgrado (fissato a 2:01:50) considerato che Bellò stampa il 2:01.45 del quarto posto italiano di sempre. “Non mi aspettavo un tempo del genere, non abbiamo finalizzato le indoor”, le parole di Gaia, influencer su Instagram e fuoriclasse in pista, a otto giorni dal record italiano dei 1000 metri a Birmingham (2:38.67). Terza Eleonora Vandi (Atl. Avis Macerata) in 2:07.52. Al maschile, si chiude il regno di Simone Barontini (Fiamme Azzurre) dopo cinque titoli di fila. Gara sostanzialmente tattica per i primi tre giri, il marchigiano prova a lanciare la volata lunga al suono della campana però Catalin Tecuceanu (Silca Ultralite Vittorio Veneto) ha più energie e lo infila prima della curva finale (crono 1:48.08), imitato da Francesco Conti (Atl. Imola Sacmi Avis), secondo in 1:48.79. Per il campione uscente, terza piazza in 1:48.97.

PESO – Fa sul serio, Nick Ponzio (Athletic Club 96 Alperia). Da quando ha ottenuto la cittadinanza italiana, è 2/2 ai Campionati italiani: aveva esultato agli Assoluti di Rovereto nel 2021, si ripete oggi ad Ancona, a colpi di 21,34, non così lontano dal 21,53 squadernato martedì a Torun. Il pesista con origini siciliano-americane è ormai una garanzia oltre i ventuno metri, superati altre due volte nel pomeriggio, con 21,26 e 21,03. Misura che stavolta manca a Zane Weir (Fiamme Gialle), secondo con 20,87, e invece non decolla il primatista italiano indoor Leonardo Fabbri (Aeronautica, 20,40). Commovente il passaggio di consegne tra Chiara Rosa (Fiamme Azzurre) e Martina Carnevale (Studentesca Rieti Milardi) nel peso al femminile: per la prima volta negli ultimi dieci anni la “capitana” esce sconfitta dai Campionati italiani (oggi terza con 15,56 dopo 19 titoli di fila, 29 in tutto), per mano della ciociara Carnevale (16,12 PB), incoronata proprio da Chiara Rosa con un inchino e uno scettro. Il rinnovamento passa anche dalla junior Anna Musci (Alteratletica Locorotondo) seconda con 15,58.

SALTI – Sì, Elena, la strada è giusta. Il debutto di Ancona certifica una buona condizione per Elena Vallortigara (Carabinieri), a segno nel salto in alto con la misura di 1,92, settimo titolo italiano tra inverno ed estate. Prestazione di livello, soprattutto se si considera che la vicentina la incassa al primo tentativo, così come 1,78, 1,82 e 1,86, mentre commette un errore a 1,89. La gara finisce poi con le tre “x” a 1,95 ma il primo atto del 2022 è certamente da promuovere. Per il secondo posto c’è l’1,86 di Erika Furlani (Fiamme Oro), per il terzo l’1,82 alla prima prova di Idea Pieroni (Carabinieri). Otto e zero zero. Tondo tondo, 8,00: è la misura che consegna la maglia tricolore del lungo a Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) al debutto stagionale, centrata al primo ingresso in pedana. Per il siciliano, ottavo alle Olimpiadi di Tokyo, è il primo titolo indoor dopo sei vittorie all’aperto. Monopolio Fiamme Gialle sul podio: ci saltano sopra anche Gabriele Chilà (7,77) e Simone Forte (7,72). Nel lungo al femminile, è “giallo” al terzo salto di Larissa Iapichino (Fiamme Gialle), dopo i primi due nulli. Inizialmente si alza la bandiera bianca e viene assegnata una misura di 6,50. Qualche minuto dopo, con l’analisi delle immagini video, viene segnalato il salto nullo per aver ‘pizzicato’ la plastilina con la punta della scarpa. Salta sub-judice nelle ultime tre prove ma il ricorso non viene accolto e la primatista del mondo U20 è fuori con tre “x”. Via libera per la junior Marta Amani (Cus Pro Patria Milano), campionessa italiana assoluta a soli 17 anni, con il personale di 6,32 che la trasforma nella seconda italiana U20 di sempre al coperto (dietro al 6,91 di Iapichino del 2021). Nella foto-ricordo del podio anche Elisa Naldi (Carabinieri) con 6,22 e Arianna Battistella (Carabinieri) con 6,10. Un centimetro in più del personale indoor: Elisa Molinarolo (Fiamme Oro) sale a 4,46 nell’asta, al primo tentativo a questa misura, dopo un errore a 4,41. La veneta, che aveva già trionfato al coperto nel 2020, si aggiudica il duello con la primatista italiana Roberta Bruni (Carabinieri, 4,31) e poi dà anche l’assalto (senza fortuna) a quota 4,56, un centimetro più di quanto saltato lo scorso anno all’aperto. Per la terza piazza, si propone con 4,21 Maria Roberta Gherca (Nissolino Sport).

400 – Che prova di forza per Brayan Lopez (Fiamme Azzurre). Il piemontese si scatena negli ultimi ottanta metri, è una furia, cerca gloria in terza corsia e brucia sia Mario Lambrughi (Atl. Riccardi Milano 1946), passato in 21.98 a metà gara, sia il campione in carica Vladimir Aceti (Fiamme Gialle). Il cronometro annuncia 46.87 per Lopez, primato personale in sala migliorato di altri due decimi rispetto alla batteria di ieri, stesso tempo per Lambrughi che si tuffa plasticamente sul traguardo, ma non basta. Il finalista olimpico della staffetta Aceti non va oltre 47.17 per il terzo posto. Al femminile, è tatticamente ineccepibile Eleonora Marchiando (Carabinieri). Lotta equilibratissima, in sei si presentano praticamente sulla stessa linea, o quasi, negli ultimi cinquanta metri, dopo che Raphaela Lukudo (Esercito) era riuscita a prendere la corda, con Maya Bruney (Bracco Atletica) a insidiarla per vie esterne. La valdostana Marchiando, ostacolista alle Olimpiadi di Tokyo, staffettista da record a Torun con la 4×400 azzurra, nella partita a poker sceglie invece la carta della prima corsia, lasciata libera da Lukudo nella retta finale. È l’intuizione vincente che le permette di chiudere davanti a tutte in 53.52, e precedere un’altra ostacolista come Ayomide Folorunso (Fiamme Oro, 53.64) e Bruney (53.80), con Lukudo quarta in 53.98.

3000 – Assoluti come i Tricolori U23 di tre settimane fa: nei 3000 metri i titoli sono di Federico Riva (Fiamme Gialle) e Ludovica Cavalli (Aeronautica), entrambi al primi sigillo assoluto. Il romano, in una gara decisamente tattica, brinda in 8:27.80, battendo nella volata finale Yassin Bouih (Fiamme Gialle, 8:27.97) e Mattia Padovani (Atl. Lecco Colombo Costruzioni, 8:28.08). Al femminile, si forma un terzetto, con la genovese Cavalli, Micol Majori (Pro Sesto Atletica) e la tricolore dei 1500 Giulia Aprile (Esercito). Quest’ultima si ritira, Cavalli invece si invola verso il traguardo in 9:09.52. Per Majori la piazza d’onore con 9:13.01, terza Sveva Fascetti (Fiamme Gialle) in 9:25.96.

MULTIPLE – La seconda giornata riparte subito con un sorriso per Dario Dester (Carabinieri), che aveva chiuso il day-1 con 3348 punti, in ritardo di 45 sul suo record italiano: timbra il primato personale nei 60hs con 8.04, meglio degli ultimi tre eptathlon (8.12 a Aubière, 8.13 ad Ancona per il record di un anno fa, 8.25 a Torun per il settimo posto degli Euroindoor) e inforna 972 punti. Precede Lorenzo Naidon (Quercia Trentingrana, 8.10) e Giovanni Cordella (Arca Atl. Aversa Agro Aversano, 8.52). Nell’asta, il cremonese continua a inseguire il record pareggiando il personale di 5,00, su Naidon (4,90) e Lorenzo Modugno (Polisportiva Triveneto Trieste, 4,60). E nei 1000 metri finali, completa le sette fatiche in 2:46.00, terzo posto dietro ad Andrea Cerrato (Atl. Fossano ’75, 2:44.71) e Modugno (2:45.64). Il primato, per Dario, sfuma di soli 38 punti ma quello di Ancona è il secondo score oltre i 6000, unico italiano di sempre al di là di questo muro: chiude a 6038 e supera Naidon (5777) e Jacopo Zanatta (Silca Ultralite Vittorio Veneto, 5389).

STAFFETTE – Due club femminili sotto il precedente limite italiano della 4×400 indoor per società: la Bracco Atletica fa centro con il 3:39.14 di Maya Bruney, Alessandra Bonora, Alessandra Iezzi e Giancarla Trevisan, ma anche l’altra società lombarda del Cus Pro Patria Milano con 3:39.34 (Ilaria Burattin e le gemelle Serena, Virginia e Alexandra Troiani) scende sotto il 3:40.81 realizzato dall’Esercito nel 2020. Terzo posto per l’Atletica Vicentina, 3:47.86 di Zoe Tessarolo, Mariasole Muraro, Laura Marotti, Alice Muraro. Al maschile, la 4×400 è territorio di conquista dell’Atletica Biotekna: il club veneto primeggia con Pietro Pivotto, Jean Marie Robbin, Alessandro Franceschini ed Emanuele Grossi in 3:13.95. Superate le società lombarde del Cus Pro Patria Milano (3:14.20 per Francesco Domenico Rossi, Andrea Blesio, Andrea Panassidi e Mattia Casarico) e Atletica Riccardi Milano 1946 (3:18.74 per Stefano Grendene, Amedeo Perazzo, Andrea Lardini e Andrea Romani).

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