Lotta alla povertà: Cgil e Spi, in Sicilia ritardi sulle misure, scarsi investimenti della Regione e assenza di regia. “Subito il confronto per affrontare una situazione che rischia di aggravarsi”
Palermo, 28 ago- “In tema di lotta alla povertà la regione siciliana sconta pesanti ritardi e non investe”: lo sostengono la Cgil e lo Spi siciliani che hanno fatto un focus sull’argomento prendendo in esame le risorse che sono state messe a disposizione e gli interventi realizzati. “ Con il 10% dei siciliani in povertà assoluta, il 19% delle famiglie in povertà relativa e un rischio della popolazione di cadere in stato di povertà che l’Istat stima del 38% – affermano il segretario regionale confederale Cgil Francesco Lucchesi e la segretaria generale dello Spi Cgil regionale Maria Concetta Balistreri- il tema è prioritario. In considerazione anche- aggiungono- del venire meno del reddito di cittadinanza che nel 2022 ha sostenuto 300 mila famiglie”. Secondo lo studio del sindacato, ai 55 distretti socio- sanitari della regione negli ultimi 5 anni sono arrivati finanziamenti nazionali per 573.228.435 euro , la Regione invece ha stanziato solo 15 milioni ( l.r.16/2021). A queste risorse vanno aggiunte quelle che le amministrazioni comunali destinano ai soggetti in marginalità economica e i fondi comunitari. Per Lucchesi e Balistreri “va sottolineato che l’assessorato regionale alla famiglia non ha ancora provveduto a costituire la ‘Rete della protezione e dell’inclusione sociale’ prevista dal decreto legislativo 147 del 2017. La Giunta regionale- rilevano i due esponenti sindacali- ha quindi approvato nel gennaio 2023 un Piano triennale non effettuando in via preliminare la valutazione dello stato di fatto e di quanto avvenuto negli anni precedenti”. Secondo Cgil e Spi, che chiedono “un’interlocuzione non formale del Governo regionale con le parti sociali e il terzo settore”, è “non più rinviabile il monitoraggio di quanto avvenuto nel territorio e di come siano state investite le risorse”. Lucchesi e Balistreri aggiungono che “la situazione rischia di precipitare peraltro con l’attuazione dell’autonomia differenziata che, per come stanno le cose, avrebbe ricadute devastanti sul welfare siciliano. Una ragione in più perché il presidente della Regione – sottolineano- ritiri il suo assenso al progetto”. Per Cgil e Spi “il confronto sullo stato dell’arte , previo monitoraggio, è fondamentale e urgente anche in vista della nuova programmazione dei fondi comunitari, per non ripetere possibili errori e comunque imprimere alle azioni di contrasto alla povertà un’accelerazione su una road map decisa e con quella regia regionale che finora è mancata”.


