ESTATE 2026 POSITIVA PER IL TURISMO: FLUSSI +1,8%, RALLENTANO I RINCARI MA RESTANO GLI EFFETTI DELL’INFLAZIONE ACCUMULATA
Unioncamere-Isnart e BMTI: aumenti più contenuti per alloggi e ristorazione. Cultura, natura ed esperienze sul territorio al centro delle scelte dei turisti.
Roma, 27 ottobre 2026 – Estate positiva per il turismo italiano: +1,8% i flussi, trainati dagli stranieri. Dopo gli aumenti degli ultimi anni, i prezzi di trasporti, alloggi e ristorazione hanno mostrato segnali di stabilizzazione.
È quanto emerge dalle indagini realizzate da ISNART per Unioncamere nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio e da dalle Elaborazioni Isnart e BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) su dati Istat.
L’estate 2026 ha confermato la crescita del turismo italiano, con flussi in aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente e una componente internazionale sempre più rilevante, che rappresenta ormai il 56% dei visitatori. Ma tra gli elementi che hanno favorito l’andamento positivo della stagione emerge anche una dinamica dei prezzi più favorevole rispetto agli ultimi anni.
Tra giugno e agosto 2026 i prezzi dei servizi di trasporto passeggeri sono diminuiti del -3% rispetto all’estate 2025, principalmente grazie alla riduzione delle tariffe del trasporto aereo (-9,2%, elaborazioni Isnart e BMTI su dati Istat, ndr)
Trasporti più convenienti: volare è costato meno dell’anno scorso
A differenza di quanto osservato negli anni successivi alla pandemia, nell’estate 2026 il costo dei trasporti ha contribuito a sostenere la mobilità turistica. Tra giugno e agosto i prezzi dei servizi di trasporto passeggeri registrano una diminuzione del -3% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le tariffe del trasporto aereo risultano inferiori del -9,2%.
Si tratta di una dinamica particolarmente rilevante per un mercato sempre più internazionale, che vede i turisti stranieri raggiungere quota 18,5 milioni nell’estate 2026.
Alloggi e ristorazione: aumenti moderati dopo gli anni delle forti tensioni inflazionistiche
Anche sul fronte dell’accoglienza gli aumenti risultano più contenuti rispetto al recente passato. Nel periodo giugno-agosto 2026 i prezzi dei servizi di alloggio e quelli di ristoranti, bar e simili crescono entrambi del 3,1% rispetto all’estate 2025.
Resta tuttavia evidente l’effetto dell’inflazione accumulata negli ultimi anni: rispetto all’estate 2023, i prezzi degli alloggi risultano superiori del 10,8% e quelli della ristorazione del 9,8%.
Cresce la domanda di valore: cultura, esperienze e territorio
In un contesto di maggiore stabilità dei prezzi, cresce il segmento di domanda orientata verso la qualità dell’esperienza. La cultura si conferma la principale motivazione di viaggio (37,9%), seguita dalle bellezze naturali (23,7%), mentre oltre sette turisti su dieci partecipano a escursioni e attività sul territorio (fonte:Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, ndr).
I segmenti culturali ed enogastronomici si confermano inoltre quelli caratterizzati da una domanda a più elevata capacità di spesa.
La combinazione tra crescita della domanda internazionale, maggiore stabilità dei prezzi e crescente ricerca di esperienze autentiche premia il posizionamento dell’Italia sul mercato internazionale del turismo.
Dopo gli anni delle forti tensioni inflazionistiche, e nonostante le preoccupazioni per le tensioni geopolitiche internazionali, l’estate 2026 ha quindi evidenziato segnali di stabilizzazione dei prezzi turistici. Pur permanendo livelli di costo significativamente superiori a quelli del 2023, il rallentamento degli aumenti ha contribuito a sostenere la competitività dell’offerta italiana e la propensione al viaggio, soprattutto della domanda internazionale.

