PD Enna: Quando il cambiamento resta solo una parola.
Le elezioni amministrative che attendono Enna dovrebbero essere l’occasione per parlare di futuro, di visione, di nuova classe dirigente e invece, ancora una volta, ci ritroviamo davanti a una scelta che racconta esattamente il contrario.
La decisione di puntare su un candidato di 76 anni non è una questione personale, il rispetto per le persone viene sempre prima di tutto,ma è una scelta politica, e come tutte le scelte politiche, manda un messaggio molto chiaro.
Il messaggio è che, nonostante anni di parole su rinnovamento e partecipazione, lo spazio per una nuova generazione continua a rimanere marginale.
Mi colpisce ancora di più vedere alcuni giovani del Partito Democratico difendere questa scelta con entusiasmo, quasi come se fosse un segno di cambiamento. Con rispetto lo dico: difendere il rinnovamento a parole e poi accettare sempre le stesse dinamiche non è rinnovamento, è abitudine.
Ma c’è anche un tema di coerenza politica, che non può essere ignorato.
Solo pochi mesi fa, a dicembre, gli stessi giovani democratici contestavano apertamente una coalizione con Francesco Colianni. Oggi, invece, si ritrovano ad accettare, senza apparente esitazione, un’alleanza che include esponenti della Lega, della Democrazia Cristiana e persino figure legate all’attuale giunta.
È legittimo cambiare idea, ma la politica dovrebbe avere il coraggio di spiegare le scelte, non semplicemente adattarsi ad esse.
Perché quando le posizioni cambiano così rapidamente, il rischio è che a cambiare non sia la visione, ma solo la convenienza.
Ed è qui che nasce una riflessione più profonda: i giovani dovrebbero rappresentare una spinta al cambiamento, una capacità di leggere il presente con occhi nuovi. Invece troppo spesso sembrano diventare succubi delle dinamiche dei soliti leader, finendo per legittimare ciò che, fino a poco tempo prima, contestavano.
Qualche anno fa ho scelto di lasciare quel percorso politico. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma maturata proprio davanti alla difficoltà di vedere un reale spazio di crescita per i giovani e, soprattutto, una coerenza tra ciò che si diceva e ciò che poi si faceva.
Nel frattempo abbiamo assistito allo svuotamento di un partito e troppo spesso la spiegazione più semplice è stata: “sono andati via”.
Ma una comunità politica seria dovrebbe avere anche il coraggio di chiedersi: cosa è stato costruito in questi anni per trattenere energie, idee e nuove generazioni?
Perché se tante persone se ne vanno, forse il problema non è solo chi parte.
Forse il problema è anche ciò che non è stato costruito per farle restare.
Oggi continuo a fare politica, con la stessa passione di sempre, ma in un percorso diverso. E guardando a queste dinamiche non posso fare a meno di pensare che, a distanza di anni, le ragioni che mi hanno portato a fare quella scelta fossero tutt’altro che infondate.
Enna ha bisogno di una politica che formi, responsabilizzi e faccia crescere una nuova classe dirigente, non di una politica che continui a rimandare questo passaggio.
Ha bisogno di una nuova prospettiva, non dell’ennesima riproposizione di equilibri già visti.
I giovani non hanno bisogno di essere applauditi nei convegni o citati nei discorsi, hanno bisogno di spazio, fiducia e responsabilità vera.
Questa città non ha bisogno di arroganza, ma della capacità di unire le migliori menti, energie e competenze per ottenere grandi risultati, perché il punto non è l’età di chi si candida; il punto è che se una comunità politica, dopo anni, non è stata capace di costruire una nuova classe dirigente, e se i giovani vengono educati ad adeguarsi invece che a guidare allora il problema non sono i giovani che se ne sono andati, ma chi avrebbe dovuto renderli protagonisti e ha scelto, ancora una volta, di non farlo.
Salvatore Astorina
Candidato al Consiglio comunale di Enna


