Dalla vulnerabilità all’inclusione dei giovani migranti che diventano risorsa per la Sicilia
MESSINA – Come si possono trasformare, attraverso la cura e l’inclusione sociale, le vulnerabilità dei giovani migranti neo-maggiorenni in risorse per il territorio? A partire da questa domanda, si è svolto, ieri, presso la storica sala Arnaldo da Villanova del Castello Svevo-Aragonese di Montalbano Elicona (ME), l’incontro sul tema “Dalla vulnerabilità all’inclusione: giustizia, tutela e percorsi di integrazione per i neo maggiorenni verso il futuro” organizzato da CAPP in Azione Sociale, in collaborazione con il Comune di Montalbano Elicona.
Al centro degli interventi dei partecipanti ci sono stati i temi della giustizia minorile, i percorsi di accoglienza, le tutele e le storie di riscatto e autonomia per i giovani migranti neo-maggiorenni. Il convegno è stato arricchito dalle loro testimonianze.
“Trasformare la vulnerabilità in risorsa, attraverso l’inclusione sociale, è l’obiettivo di questi incontri e del nostro lavoro di ogni giorno – ha detto Debora Colicchia referente di CAPP in Azione Sociale di Messina -. Investire, con tutti gli strumenti culturali e sociali, su questi giovani, significa valorizzarli per farli diventare il capitale umano di una società più equa, coesa e solidale. Abbiamo sempre più la consapevolezza che, l’inclusione sociale sia una responsabilità collettiva condivisa tra più realtà che richiede alleanze forti con le istituzioni pubbliche, con i servizi sociali e con la comunità. L’incontro, pertanto, ha posto le basi per stringere e rinnovare i patti di comunità”.
CAPP in Azione Sociale gestisce 4 SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) con i Comuni di Montalbano Elicona, Messina, Castroreale e Rodi. Inoltre, ha il progetto per neo-maggiorenni, denominato C.O.R.A. con il Comune di Messina.
Accoglie in totale 115 persone nei progetti SAI e 11 ragazzi neo-maggiorenni nel progetto C.O.R.A. Nello specifico, attualmente, ha in carico 59 giovani neo-maggiorenni nei diversi progetti. Dei giovani neo-maggiorenni seguiti negli ultimi 2 anni, l’80% di loro ha avuto percorsi positivi di inclusione sociale, lavorativa e abitativa sul territorio.

