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  • Un vile attacco al nostro territorio – di Giuseppe Amato
  • Ambiente

Un vile attacco al nostro territorio – di Giuseppe Amato

Riccardo Dicembre 6, 2024 3 minuti letti
lago stelo

Un attacco vile, gravissimo, sta per essere scatenato contro uno dei luoghi più densi di fascino, naturalità e storia della nostra terra. Lì dove sino ad una novantina di anni fa si stendeva un lago di montagna, sospeso come pochi altri al mondo proprio sulla piatta cima di un altipiano. Lì, a Gaspa Stelo, dove ancora oggi ad ogni passo la storia dell’uomo compare sotto forma di tombe, sepolcri, antichi muri, resti litici ed altari, dove ogni tramonto, da millenni, ha irraggiato di bellezza luoghi che venivano considerati sacri, una multinazionale i cui telefoni squillano inutilmente da mesi, sta espropriando l’intero fondo dell’antico lago e gran parte della fertile campagna circostante per costruire un immane gigante, una vasca da oltre tre milioni di metri cubi di acqua, alta ben 24 metri che, riempita con le poche acque della sottostante diga Ferrara-Morello, servirà, a loro dire, a produrre energia elettrica nei momenti di minore cessione alla rete da parte delle altre fonti.
Il tutto giocato sulla pelle di decine e decine di famiglie laboriose, di agricoltori coraggiosi, di donne ed uomini che pur di non andar via dalla loro terra avevano scommesso siglando con il sudore un patto con la natura.
Siamo giunti all’esproprio forzato, siamo al momento in cui, quasi come i poveri di Steinbeck ogni diritto alla propria terra verrà calpestato. Il tutto nel silenzio di istrituzioni locali prese solo da una stucchevole piaggeria per i quattro fetenti danari promessi quali compensazioni per il dolore arrecato, nella disattenzioni di chi avrebbe dovuto darci un Piano Paesistico capace di difendere il paesaggio, di chi si è girato dall’altro lato pur sapendo quanta pochezza e colpevole misconoscenza sia presente nelle pagine delle relazioni presentate a corredo dello scempio.
Geologie inesistenti, negazione dei rischi dimostrati a chiare lettere sinanco dall’incidente occorso questa estate ad una delle trivelle della ditta, negazione assoluta di una presenza archeologica che è, invece, talmente densa da esser corroborata da relazioni e articoli scientifici a iosa. totale assenza di rispetto per il paesaggio.
Ora, miei cari, è iunto il momento di dimostrare l’orgoglio di un popolo. Così come fu per Kamuth, quando vi giraste dall’altro lato, vediamo chi sarà animato da un pizzico di orgoglio per dir no a questo orrore.
Cattivo?, Si molto! Sono veramente disgustato da tutto questo e non trovo alcun motivo per non dire le cose proprio come vanno dette, senza peli sulla lingua.
PS. personalmente ho, sino ad oggi pomeriggio, tentato di capire cosa muova Edison, il telefono è stato muto, muto proprio come muto è sempre il capitale.

Giuseppe Maria Amato

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