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Ugl: Regionali. Dopo le parole di ieri del presidente Musumeci, scoppia la rivolta anche dei dipendenti degli uffici periferici di Catania.

Regionali. Dopo le parole di ieri del presidente Musumeci, scoppia la rivolta anche dei dipendenti degli uffici periferici di Catania. “Noi ci mettiamo la faccia, il presidente venga a vedere lo stato delle cose”

Dopo le parole di ieri del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, è rivolta tra i dipendenti degli uffici regionali periferici di Catania. A darne notizia è la Ugl etnea, tramite i suoi iscritti che esprimono tutto il malcontento per l’ennesima dichiarazione del capo dell’amministrazione regionale. “Sbagliare è lecito, ma perseverare è alquanto diabolico. Già quest’estate avevamo stigmatizzato quanto detto dal presidente e pensavamo che si fosse trattato non di una convinzione, ma di un semplice sfogo fuori luogo dovuto ad amarezza e delusione per non aver raggiunto alcuni obiettivi programmatici. L’intervento di ieri, però, ci ha fatto comprendere come invece si tratti di una consapevolezza di una realtà distorta, o soltanto di una vera e propria boutade costruita ad arte per scaricare sul personale della Regione colpe che invece non ha. Per questo motivo – aggiungono i dipendenti – considerato che non ci è mai piaciuto rimanere nascosti dietro ad un dito e visto che ogni giorno ci mettiamo la faccia, cercando di colmare decenni di lacune create da chi ha guidato l’Amministrazione, ci esponiamo ancora una volta in prima linea invitando Musumeci a voler visitare i nostri uffici, dato che ad oggi (a quasi 8 anni dalla sua esperienza palermitana) raramente capita di incontrarlo. Magari potrebbe farci visita in uno dei giorni di ricevimento, per comprendere lo stato delle cose ed apprendere che adesso a portare avanti la macchina burocratica della Regione sono soltanto pochi funzionari e tanti dipendenti di fascia A e B, visto che nel tempo abbiamo assistito alla progressiva fuori uscita di ruoli intermedi ed alla mancata riqualificazione delle fasce basse (che in molti casi si trovano a svolgere mansioni superiori senza il giusto riconoscimento). Condanniamo fermamente questi attacchi a gratis, che peraltro possono servire solo ad esasperare ulteriormente gli animi degli utenti, contruibuendo a mettere a repentaglio l’incolumità dei lavoratori già parecchio provati ed impauriti dalla situazione di precarietà che quotidianamente è evidente in ogni ufficio. Oltretutto, quanto affermato dal presidente è in netta contraddizione con quanto approvato dallo stesso e dalla sua giunta in materia di raggiungimento dei risultati della macchina burocratica. Se ogni fine anno i dirigenti apicali sono promossi e premiati, vuol dire che invece tutto va bene. Sarebbe invece più giusto, a nostro avviso, ammettere il fallimento di anni di politiche che hanno ignorato le legittime richieste avanzate dai lavoratori. A partire da questo siamo ben felici di continuare ad esporci, per costruire la svolta utile a ridare dignità agli uffici regionali. Confidiamo quindi nell’intelligenza e nell’esperienza del presidente Nello Musumeci, perché torni indietro sui suoi passi (e su questo auspichiamo anche un intervento chiarificatore della sua maggioranza) e ci si metta insieme attorno ad un tavolo per dare dignità a chi lavora nella complessa macchina regionale e rendere tutti gli uffici finalmente più efficienti e efficaci. Diversamente siamo pronti (e come noi lo saranno certamente gli altri sindacati) alla protesta ad oltranza – concludono i lavoratori.”

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