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SLAI COBAS: PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 29 GENNAIO 2021

PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 29 GENNAIO 2021

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, unendosi alla indizione già trasmessa in data 21.12.20 dall’O.S. Si Cobas, comunica con la presente nota la proclamazione dello sciopero generale che si svolgerà a livello nazionale e per l’intera giornata del 29 Gennaio 2021 in tutti i settori lavorativi privati, pubblici e cooperativi e riguarderà tutte le lavoratrici e i lavoratori a tempo indeterminato, a tempo determinato, con contratti precari o atipici.
La motivazione dello sciopero riguarda il peggioramento della condizione generale di lavoro e di vita dei lavoratori e lavoratrici, masse popolari a fronte dell’azione del padronato e delle politiche del governo, in particolare in questa fase pandemica.
Si unisce alla richiesta già formulata dal Si Cobas dell’apertura immediata di un tavolo di confronto con l’esecutivo a partire dalle seguenti rivendicazioni:
1) Varo di un Protocollo per la prevenzione e il contrasto dei contagi da CoVid 19 sui luoghi di lavoro con l’introduzione dell’obbligatorietà dello screening e dei tamponi a tutti i lavoratori, con misure vincolanti per la prevenzione dei contagi;
2) Piano nazionale straordinario di assunzione di infermieri e medici, con l’immediato esaurimento delle graduatorie degli idonei e la stabilizzazione di tutti/e i/le precari/e; integrale riorganizzazione del servizio sanitario pubblico unico, universale, gratuito, dotato di una diffusa rete territoriale, con al centro l’obiettivo della prevenzione delle malattie e la tutela della salute sui luoghi di lavoro; requisizione senza indennizzo di tutte le cliniche private, anche oltre l’emergenza;
3) Rinnovo immediato dei CCNL scaduti, con adeguati aumenti salariali in grado di incidere sulle condizioni di vita dei lavoratori. Prolungamento degli scatti di anzianità oltre i 5 anni e sostanziale indennità di vacanza contrattuale. Forti disincentivi ai contratti precari e a termine.
4) No ai licenziamenti di massa: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; Integrazione della Cig al 100%, ripristino dell’art. 18;
5) Piano di internalizzazione di tutti i servizi essenziali e permanenti delle strutture pubbliche (asili, scuole/assistenza ai disabili, sanità,trasporti, cimiteri, ecc.);
6) Salario garantito per disoccupati, sottoccupati, precari;
7) Introduzione di una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione, al fine di fronteggiare l’impatto devastante della crisi sanitaria, facendone pagare i costi a chi finora ha continuato ad aumentare i profitti e le rendite;
8) Libertà di sciopero e agibilità sindacale; abolizione del T.U. sulla rappresentanza del 10.2014;
9) Diritto al lavoro per tutte le donne, contro la precarizzazione e il lavoro a distanza; per il potenziamento dei servizi sociali, contro la conciliazione tra lavoro domestico ed extra-domestico;
10) Abrogazione dei decreti-sicurezza: no alla militarizzazione dei territori e dei luoghi di lavoro, contro ogni criminalizzazione delle lotte sociali e sindacali;
11) Documenti e permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate presenti sul territorio nazionale; completa equiparazione salariale, di diritti e di accesso ai servizi sociali; abolizione delle attuali leggi italiane ed europee sull’immigrazione e chiusura immediata dei CPR;
12) Drastico taglio alle spese militari e alle grandi opere inutili e dannose (Tav, Tap, Muos, ecc.);
13) Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente per garantire la salute nelle scuole;
14) Piano straordinario di aumento dei trasporti pubblici;
15) Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; blocco a tempo indeterminato degli sgomberi per tutte le occupazioni a scopo abitativo.

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