RIFORMA DELLA DIRIGENZA REGIONALE COME LA TELA DI PENELOPE: CGIL FP, CISL FP, SADIRS, UGL E UIL FP LANCIANO L’ALLARME A FRONTE DELL’ULTERIORE RINVIO DEI LAVORI IN PRIMA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI
È inaccettabile e incomprensibile che, proprio quando tutto sembrava avviato verso il definitivo approdo del disegno di legge in Aula, emergano iniziative e atteggiamenti volti a rallentarne o indebolirne il percorso. Mentre buona parte delle istituzioni ha lavorato per dotare la Regione di uno strumento indispensabile per superare la grave carenza di dirigenti, pochissimi altri sembrano invece impegnati affinché questa indispensabile riforma, attesa da decenni, non veda mai la luce. E’ il senso della denuncia che arriva da Cgil Fp, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp.
“La riforma della dirigenza regionale – spiegano le sigle sindacali – non può diventare terreno di contrapposizioni o di tattiche dilatorie. La situazione attuale è ormai insostenibile: la cronica mancanza di dirigenti compromette il funzionamento degli uffici, rallenta i procedimenti amministrativi e mette a rischio la qualità dei servizi g arantiti a cittadini, imprese ed enti locali. Se permangono divergenze anche all’interno della maggioranza, esse devono essere affrontate e risolte nella sede propria del confronto democratico: l’aula dell’Assemblea regionale siciliana. Nessuno può impedire che sia il Parlamento, nella pienezza delle sue prerogative, a decidere su una riforma attesa da decenni e indispensabile per il futuro della Regione”.
L’approvazione del disegno di legge, ancora i sindacati, è indispensabile per consentire l’avvio dei concorsi pubblici, favorire il ricambio generazionale e rafforzare la capacità amministrativa della Regione Siciliana. La Sicilia non può permettersi altri mesi di attesa. Chi ha scelto di ostacolare questo percorso dovrà assumersi pienamente la responsabilità delle conseguenze che ricadranno sul funzionamento dell’Amministrazione regionale e sui cittadini.
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche: la riforma deve arrivare in Aula e diventare legge in tempi rapidi. Il buon funzionamento della Regione e la tutela dei servizi pubblici vengono prima di ogni interesse di parte.


