Sanità: Cgil, Sicilia ultima regione d’Italia per prevenzione e terz’ultima nell’assistenza distrettuale. Supera l’esame dei Lea solo nell’assistenza ospedaliera
Mannino (Cgil Sicilia): “La regione pratica politiche clientelari che nulla hanno a che vedere col diritto alla salute, oggi negato”
Diffuso il monitoraggio nazionale dei Lea per l’anno 2023 attraverso gli indicatori Core
Palermo, 8 mag- Nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza ( Lea), la Sicilia è tra le ultime regioni d’Italia e non raggiunge la soglia della sufficienza nell’area della prevenzione e in quella distrettuale. Lo rivela il monitoraggio del ministero della Salute attraverso gli indicatori Core del nuovo sistema di garanzia per l’anno 2023, aggiornato ad aprile di 2025. A renderlo noto e a commentarlo é la Cgil Sicilia. Il nuovo sistema prende in considerazione 88 indicatori relativi a tre macro aree – la prevenzione collettiva e sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e quella ospedaliera – indicando in 60 la soglia della sufficienza. La Sicilia nella prevenzione si ferma a 49 ed è l’ultima regione d’Italia, nell’area distrettuale a 44 ( fanno peggio solo la Calabria e la Valle D’Aosta). Supera l’esame, con quotazione 80, solo nell’area ospedaliera, dove sotto la soglia si colloca solo la valle D’Aosta.
“Si tratta di una conferma- dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino- di una situazione nota. La sanità siciliana- aggiunge- è spesso alla ribalta della cronaca per casi di malasanità. Ma il problema è più sottile- rileva- in quanto permea tutto un sistema caratterizzato dalla debolezza della medicina territoriale, da lunghe liste d’attesa, dalla impossibilità di un accesso alla prevenzione che riguardi tutti e che alla fine garantisca il diritto alla salute per tutti”. Mannino afferma che “di una situazione che non va a soluzione sono responsabili il Governo nazionale con i continui tagli alla sanità e il governo regionale che gestisce il settore come una torta da spartire per consolidare il proprio sistema di potere”. Per Mannino è ad esempio “scandalosa la vicenda della direzione generale dell’Asp di Palermo, ancora senza direttore generale”. Inoltre, aggiunge “sulle zone d’ombra che emergono e sulle denunce di casi gravi che minano la credibilità del sistema, occorrono immediate verifiche, per restituire credibilità alla sanità pubblica”. Afferma Mannino: “Il presidente della regione non può limitarsi a sbraitare contro i casi di mala gestione locale, se non si provvede a dotare le aziende di direzioni credibili e qualificate e se non si fa un piano sanitario che tenga conto della revisione della rete ospedaliera, della necessità di implementare e rafforzare la medicina territoriale e singoli settori, ad esempio i consultori. Se non si investe, a cominciare dal personale, perché una sanità pubblica sotto organico, che obbliga medici e personale tutto a lavorare in cattive condizioni tant’è che molti scappano verso il privato- rimarca il segretario della Cgil- non può funzionare”. Mannino ricorda che la Cgil da tempo chiede un piano straordinario di stabilizzazioni e assunzioni e un nuovo piano sanitario regionale, “ma il governo regionale- conclude Mannino- continua ad andare avanti con politiche di natura clientelare che nulla hanno a che vedere col diritto alla salute che, in Sicilia, è ancora sostanzialmente negato”.


