RICORDI DEL PASSATO
LA FUGA DALL’AMERICA DI MICHELE SINDONA
Michele Sindona siciliano, banchiere d’assalto, membro della loggia segreta P2, coinvolto nell’affare Calvi e nell’omicidio dell’Avv.Giorgio Ambrosoli, collegato con cosa nostra, morì avvelenato da un caffè al cianuro di potassio, mentre era ricoverato nel carcere di Voghera.
Prima del suo arresto visse per un lungo periodo in America dove, tra l’altro, continuò nella sua primaria attività finanziaria, acquistando anche una casa cinematografica.
La conclusione della sua attività fu pesantemente negativa, con una bancarotta fraudolenta e un mandato di arresto emesso dalla giustizia americana.
Arresto che non venne effettuato perchè di Sindona in America se ne erano perse le tracce.
Mentre ero direttore della Cassa di Risparmio di Caltanissetta avevo un appuntamento con un cliente, figlio di un grosso proprietario terriero che avevo conosciuto a Mazzarino durante la direzione di quell’Agenzia, con il quale andavo spesso a caccia nel territorio di Mazzarino/Riesi.
Erano trascorsi 15 anni e lo ritrovai cliente della Filiale per operazioni di credito agrario.
Il cliente era considerato “particolare” tanto che, in una occasione spinse la mia Segretaria a dirmi: ma lei lo sa chi è? lei lo chiama “cicciuzzu” e lui lo saluta” ssa banadica?”
Una mattina arriva in ufficio in ritardo, rispetto all’orario concordato per trattare una delle sue pratiche, e, alla mia richiesta perchè questo ritardo, mi rispose “Ho avuto una nottataccia”.
Ieri sera siamo stati a cena, in un locale molto vicino a S.Cataldo col Professore, che abbiamo dovuto accompagnare a Siracusa, dove l’attendeva un grosso motoscafo.
Alla mia richiesta professore chi? Mi rispose Sindona, che la polizia americana lo stava cercando da molto tempo in tutto il mondo.
Rimasi molto perplesso di questa sua notizia, che venne successivamente confermata anche dalla traccia lasciata quel giorno a Palermo, con la negoziazione di un assegno di centomila dollari da parte del suo medico di fiducia Joseph Crimi, come è risultato dagli atti processuali.
Di tale operazione ne venni a conoscenza perchè l’assegno era stato negoziato presso una succursale della Cassa di Risparmio di Palermo.
Mentre l’America cercava nel mondo Sindona io ero venuto casualmente a conoscenza che il professore si trovava in Grecia.
Al momento dell’arresto Sindona aveva sostenuto di essere stato rapito in America e ferito ad un ginocchio al momento della fuga.
Ferita, come venne accertato, provocata da un colpo di pistola sparato da una persona amica per confermarne la dichiarazione.
Dopo qualche mese il mio “amico” venne trovato ucciso nelle campagne tra Mazzarino e Gela.
angiolo alerci


