ARS: ISTRUZIONE E FORMAZIONE. GIAMBONA “SU BORSE DI STUDIO PER SPECIALIZZANDI NON MEDICI RITARDI INACCETTABILI”
PALERMO (21 aprile 2026) – “È inaccettabile che, a distanza di mesi dall’approvazione della norma, non siano ancora stati adottati i provvedimenti necessari per rendere operative le borse di studio destinate agli specializzandi dell’area sanitaria non medica”. Lo dichiara il vice capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Mario Giambona, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare con l’obiettivo di fare piena chiarezza sull’attuazione dell’articolo 46 della Legge Regionale n. 1 del 16 gennaio 2026.
“Si tratta di una misura importante – sottolinea Giambona – che prevede borse di studio per biologi, chimici, farmacisti, veterinari, odontoiatri e fisici iscritti alle scuole di specializzazione degli Atenei di Palermo, Catania e Messina, garantendo anche una equiparazione economica rispetto ai colleghi dell’area medica, grazie a uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028”.
Il deputato evidenzia però come, nonostante l’anno accademico 2025/2026 sia già in corso, gli specializzandi interessati non abbiano ancora ricevuto indicazioni sulle modalità di accesso ai benefici. “Ad oggi – osserva il deputato dem – non risultano emanati i decreti attuativi indispensabili per definire i criteri di riparto tra gli Atenei e le modalità di erogazione delle borse”.
Un ritardo che, secondo Giambona, rischia di avere conseguenze pesanti. “Da un lato si favorisce la fuga dei giovani professionisti verso altre regioni, dall’altro si indebolisce ulteriormente il sistema sanitario siciliano, privandolo di figure tecniche essenziali”.
Attraverso l’interrogazione, il parlamentare chiede quindi al Governo regionale di chiarire le ragioni del mancato avvio delle procedure e di indicare un cronoprogramma certo per la pubblicazione dei bandi e l’erogazione delle borse già per l’anno accademico in corso.
“Gli impegni assunti devono essere rispettati – conclude Giambona -: non è accettabile lasciare nell’incertezza centinaia di giovani che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro della nostra sanità”.


