Referendum: si conclude domani a Palermo il tour in Sicilia della “Carovana per la cittadinanza”
La sfida del quorum e della vittoria del Sì al quesito che punta a ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza regolare per ottenere la cittadinanza e ai 4 quesiti sul lavoro
Palermo, 30 aprile- Si concluderà domani, 1 maggio, a Palermo il tour in Sicilia della Carovana per la Cittadinanza, partita da Mantova il 21 aprile e approdata nell’Isola il 26 maggio. La Carovana promossa da Arci, Cgil,CoNNGI, Dalla parte giusta della Storia, Idem Network e Italiani senza cittadinanza, ha fatto tappa a Messina e Siracusa, Scicli, Vittoria, Mazzarino e Caltanissetta e procede verso Enna e Palermo . “L’obiettivo- dice una nota degli organizzatori- è parlare di referendum e soprattutto della sfida del superamento del quorum per cambiare immediatamente la norma che prevede 10 anni di residenza regolare come requisito per l’ottenimento della cittadinanza italiana e ridurlo a cinque anni”. Si tratta di rendere più semplice e accessibile il diritto alla cittadinanza a circa 3 milioni di persone, donne e uomini, che già vivono regolarmente in Italia, compresi quelli nati qua, che sono di fatto italiani ma con molto meno diritti. La Carovana in ogni piazza in questo giro in Sicilia ha incontrato tante persone. “Tutti- continua la nota- raccontano di sentirsi italiani e di voler affermare questo valore di appartenenza attraverso il riconoscimento della cittadinanza. L’attesa dei dieci anni è lunghissima e questo crea una condizione di perenne sospensione soprattutto per chi ha ormai legami deboli con i Paesi di origine e si sente italiano o italiana a tutti gli effetti per lingua e cultura e identità, ma privato del riconoscimento più importante ovvero il diritto alla cittadinanza”. E ancora: “Questo referendum dà speranza a tante e tanti di cambiare la propria condizione, insieme agli altri quattro sul lavoro per ridurre la precarietà e aumentare la responsabilità delle imprese in materia di salute e sicurezza. Siamo di fronte all’opportunità di cambiare concretamente leggi sbagliate attraverso il voto e la partecipazione al referendum e di rafforzare la democrazia in questo Paese”.


