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Referendum Costituzionale: in provincia di Enna nasce il comitato giovanile per il No “Nostra”

Nasce in provincia di Enna “Nostra” il comitato giovanile per il NO al referendum per il taglio del numero dei parlamentari. Una consistente fe9a del mondo giovanile(e non), dell’associazionismo e dei par?? provinciali hanno deciso di mobilitarsi ed esercitare finalmente questa tanta agognata poli?ca aDva di cui sempre meno si sente parlare. Crediamo fortemente che il referendum conferma?vo del 20 e 21 se9embre c.a. sia un espediente di impianto totalmente demagogico e populista. Questa convinzione è accentuata dal poco peso che si sta dando ad un tale avvenimento in ambito media?co, e dall’accorpamento della votazione referendaria con le altre elezioni regionali ed amministra?ve, sminuendone l’importanza. Crediamo che la chiave per costruire una società più giusta ed egualitaria sia il coinvolgimento dei giovani nel mondo della poli?ca, che sempre più si mostrano disinteressa? o sfiducia? da un sistema che di rado rappresenta le esigenze del popolo, e che quindi va riformato, non smantellato. Ecco le nostre ragioni a sostegno del NO: ●La riforma provocherà una degenerazione del sistema is?tuzionale, determinando molta meno rappresentanza per le regioni meno vaste. Senza un adeguato sistema ele9orale regioni come la Basilicata eleggerebbero in proporzione mol? meno senatori rispe9o alla Lombardia. ●La democrazia è per antonomasia il sistema del dialogo, del confronto e dell’inclusione. Pensare di bara9arne la qualità con un risparmio del tu9o irrilevante (0,007% della spesa pubblica nazionale, 0,90 centesimi all’anno per ci9adino) ci mostra chiaramente la superficialità della linea poli?ca sovranista e populista. ●Se l’intento fosse stato quello di colpire una casta, sarebbe stato molto più efficace ridurne i benefici (rimborsi spesa, s?pendi ecc…), non il numero dei beneficiari, perché così facendo si ha un risultato controproducente, che fa sì che meno gente eserci? molto più potere. ●Tu9o ciò genererà un’accentuazione del cara9ere oligarchico delle nostre is?tuzioni, a danno delle minoranze e degli en? territoriali. Ritenere che meno parlamentari voglia dire meno discussione e quindi tempi più brevi dimostra una visione preoccupante di democrazia che danneggia le esigenze dei singoli. Inoltre poiché in questo referendum non è previsto un quorum, cioè un numero di votan? minimi per validarne il risultato, astenersi non avrebbe alcun significato. Il coordinatore : E’ necessario attuare una modifica della legge elettorale, partendo dal voto di preferenza, per dare maggiore rappresentanza ai territori e creare un filo conduttore tra rappresentato e rappresentante. L’obbiettivo principale del comitato è quello di diffondere la cultura della democrazia e delle istituzioni contrastando le loro degenerazioni.Opponendosi, dunque, alla riduzione dei parlamentari ma allo stesso tempo rifiutando la difesa dello status quo: riformare le istituzioni è essenziale per salvare la democrazia italiana
Il coordinatore provinciale Luigi Sotera; Il Responsabile comunicazione Gabriele Bonarrigo

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