Palestra Lupo nel cuore di Catania: la “cecità selettiva” di Trantino sotto accusa dal Gruppo consiliare del Pd di Catania
Una presenza così ingombrante e centrale, non può essere stata ignorata. In quale città vive il Sindaco Trantino?
Il Gruppo consiliare del PD di Catania, chiede, oggi, chiarezza. La palestra LUPO, è uno spazio autogestito da decenni e, come ogni immobile che si rispetti, resta lì da sempre, nel cuore della Catania storica, a pochi passi dalla Questura e poco più lontano dal Palazzo di Città. Un immobile presente da decenni nel tessuto urbano, la cui posizione strategica rende la sua gestione una questione di ordine pubblico e decoro urbano di primaria importanza.
Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Catania, attraverso una nota, solleva un interrogativo sulla consapevolezza dell’Amministrazione riguardo a questa realtà. Nello specifico, punta il dito, sull’operato di Trantino: «Ci si chiede se il Sindaco – si legge nella nota – non si sia mai accorto della situazione, né durante gli anni di mandato come Sindaco, né nel periodo immediatamente precedente, quando ricopriva gli incarichi di Assessore all’Urbanistica e Vice Sindaco. Evidentemente, la palestra LUPO, non è MAI stato un problema di ordine pubblico. Nonostante le scritte sui muri, caro Sindaco. La palestra LUPO, è un monumento all’inazione amministrativa, uno dei tanti nella nostra città, un vuoto di memoria, uno sfregio, anche estetico. Ma, dal letame nascono i fiori.
Quindi, la Palestra LUPO, è rinata come laboratorio culturale giovanile spontaneo. Perchè certe esigenze, come i liquidi, tendono a coprire gli spazi vuoti. Non se ne è accorto il Sindaco Trantino, ma larga parte dei giovani catanesi sì. E’ vero, si è trattato di un’occupazione abusiva. Deprecabile.
Ma questo edificio nel cuore di Catania è stato abbandonato per decenni. Direbbe l’avv. Trantino, res derelicta. Se ne sono appropriati dei giovani, non per se stessi, ma per riconsegnarlo alla città.
Poi, improvvisamente, una mattina – continua la nota – Polizia e ruspe, hanno circondato la palestra LUPO, trasformata nel frattempo dall’Amministrazione di destra in monumento alla Vergogna. Perché, uno sgombero senza dialogo, è una vergogna.
Perchè chiudere un’esigenza senza preoccuparsi di raccoglierla e darle nuova vita è una vergogna.
E’ inaccettabile che il Consiglio comunale sia stato costretto alla sospensione: nello spazio cittadino in cui si celebra la democrazia, non si possono tollerare forme di sopruso. Ma, è altrettanto inaccettabile, che si pensi di poter aprire un confronto sui cingoli di un ruspa.
Ancora una volta, a Catania, è mancata la politica.
Lo sgombero poteva essere un detonatore, se nulla è successo, lo si deve alla professionalità delle Forze di Polizia ed al senso di responsabilità di chi ha manifestato il proprio dissenso, senza creare nessuna criticità. Del Sindaco e della sua Amministrazione, verrà ricordata l’assenza.
Scusi, Sindaco Trantino, in che città vive?»


