Giovani, solitamente tra i 15 e i 29 (o 34) anni, che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione. Questa condizione, spesso definita come “né-né” (né studio, né lavoro), rappresenta una complessa inattività, frequentemente causata da difficoltà di inserimento lavorativo, abbandono scolastico o sfiducia nel futuro.
L’Italia registra tassi tra i più alti d’Europa (18% nel 2025), con 2,1 milioni di giovani NEET, evidenziando una forte concentrazione nel Mezzogiorno. Non si tratta solitamente di una scelta “di comodo”, ma spesso di una conseguenza di difficoltà di orientamento, scarsa valorizzazione delle competenze, o un mercato del lavoro critico. I NEET non costituiscono un gruppo omogeneo; tra di loro vi sono disoccupati in cerca, inattivi scoraggiati, o giovani in ritirata sociale, talvolta collegati al fenomeno nel territorio di Enna ci troviamo davanti a una realtà inaccettabile: oltre 6.000 persone senza lavoro. E cosa troviamo in cambio? Pochi contratti di somministrazione, qualche promessa e nessuna prospettiva concreta. Questo non è un dato: è un urlo di ingiustizia sociale.Non possiamo più accettare che il nostro territorio diventi terra di disoccupati rassegnati, di giovani costretti ad emigrare, di famiglie che vivono nell’incertezza. Non ci stiamo. Non ci stiamo a chiudere gli occhi davanti a chi sfrutta, precarizza, delocalizza e ignora i diritti dei lavoratori.
Come segreteria NIdiL CGIL, noi siamo in prima linea. La nostra azione è chiara:
Individuare i lavoratori Ogni singolo precario, collaboratore, somministrato, disoccupato deve sapere che non è solo. Li incontriamo, li ascoltiamo, li orientiamo. Aiutiamo nella ricerca di lavoro, nella comprensione dei contratti, nella richiesta di ammortizzatori. Non lasciamo che il precario sia invisibile, sfruttato o ricattabile. Rivendicare diritti Contro il lavoro nero, grigio e sottopagato. Contro chi pensa che a Enna il lavoro sia un lusso.
CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI:
Politiche attive del lavoro efficaci, non annunci vuoti. Investimenti concreti sul territorio, per creare lavoro stabile e dignitoso. Formazione mirata e riqualificazione, soprattutto per chi è rimasto escluso dal mercato del lavoro. Sostegno ai settori strategici, turismo, agricoltura innovativa, servizi digitali, economia sociale. Non vogliamo elemosine. Vogliamo lavoro vero, diritti veri, futuro per i nostri giovani.
IL MIO MESSAGGIO AI LAVORATORI:
Se sei precario, disoccupato, giovane senza prospettive: non restare fermo. Non accettare compromessi al ribasso.
Vieni da noi. Parla con noi. Costruiamo insieme una rete di forza e solidarietà.
NIdiL non è solo un sindacato: è una trincea, è la voce di chi non ha voce, è la difesa della dignità del lavoro. Oltre 6.000 disoccupati non sono numeri. Sono padri, madri, figli, amici. Sono il nostro territorio che grida.
E noi rispondiamo: basta precarietà, basta sfruttamento, basta attese!
Noi ci siamo. Noi lottiamo. Noi non molliamo.
ROSSANA IPPOLITO
SEGRETARIA GENERALE PROVINCIALE
NIDIL-CGIL ENNA


