PERSONALE ASU, EX LSU E CASO SEUS: CISL FP SICILIA APPREZZA I PASSI IN AVANTI MA CHIEDE INTERVENTI URGENTI SU PROROGHE NAZIONALI, COMUNI IN DISSESTO E BLOCCO ASSUNZIONI
La Cisl Fp Sicilia esprime un giudizio articolato sulle misure approvate dall’Assemblea regionale siciliana con il ddl 1030/A, riconoscendo gli elementi di avanzamento introdotti a tutela del personale Asu e dei lavoratori ex Lsu, ma richiamando con fermezza l’attenzione su alcune criticità che rischiano di compromettere la piena attuazione dei processi di stabilizzazione e la funzionalità dei servizi pubblici. Il segretario generale Daniele Passanisi sottolinea come il provvedimento rappresenti un passo avanti significativo, frutto di un confronto costante e di un impegno politico che va riconosciuto, ma allo stesso tempo evidenzia che permangono nodi irrisolti che richiedono interventi urgenti e coordinati, sia a livello regionale che nazionale.
Sul personale Asu, la Cisl Fp Sicilia valuta positivamente la proroga al 31 dicembre 2027 per il completamento delle stabilizzazioni e la garanzia di permanenza nel bacino con integrazione oraria fino a 36 ore per i lavoratori non stabilizzati entro giugno 2026. Tuttavia, il sindacato richiama l’attenzione sull’assenza della proroga nazionale della legge 75/2023, indispensabile per consentire ai Comuni di procedere alle assunzioni in deroga. Passanisi avverte che senza un intervento del Governo nazionale molti enti non potranno completare i percorsi di stabilizzazione, con un rischio concreto soprattutto per i Comuni in dissesto, che non possono essere lasciati soli davanti a vincoli amministrativi che rischiano di trasformarsi in emergenze sociali. Il sindacato ricorda inoltre che la Prima commissione dell’Ars aveva assunto l’impegno di attivare un’interlocuzione con il Governo nazionale e chiede di conoscere gli esiti di quel confronto, sottolineando che il tempo è un fattore determinante e non si possono tollerare ulteriori ritardi.
Sul personale ex Lsu stabilizzato prima del 2014, la Cisl Fp accoglie con favore lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per il 2026, destinati ai Comuni rimasti esclusi dai precedenti riparti. Si tratta di risorse utili a sostenere l’incremento orario, una richiesta avanzata da tempo dal sindacato. Passanisi definisce il provvedimento un segnale positivo, ma non sufficiente, e ribadisce la necessità di un confronto immediato con il nuovo assessore alle Autonomie Locali per definire criteri chiari e uniformi. Oggi, infatti, si assiste a interpretazioni difformi da parte dei Comuni, con il rischio di creare disparità tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni, motivo per cui serve una regia unica che garantisca equità e coerenza applicativa.
Preoccupazione viene espressa anche in merito al blocco delle assunzioni nelle partecipate regionali previsto dall’art. 24, che coinvolge anche la Seus. Una scelta che la Cisl Fp definisce incomprensibile, alla luce della cronica carenza di personale che caratterizza la società che gestisce il servizio di emergenza‑urgenza. Passanisi ricorda che da anni il sindacato denuncia organici insufficienti e che bloccare le assunzioni proprio ora significa ignorare le esigenze reali del sistema 118. Servono soluzioni strutturali, non misure tampone, e la funzionalità del servizio di emergenza‑urgenza deve essere una priorità assoluta per la Regione. Il segretario generale ribadisce la necessità di percorsi trasparenti che mettano al centro la qualità del servizio e la tutela della salute dei cittadini, al di fuori di logiche che nulla hanno a che vedere con le reali necessità del territorio.
La Cisl Fp Sicilia conclude richiamando la responsabilità istituzionale e sottolineando che la qualità dei servizi pubblici, la dignità del lavoro e la certezza del futuro occupazionale dipendono da scelte amministrative coerenti e da un dialogo costante tra istituzioni e parti sociali. “Il sindacato – conclude Passanisi – continuerà a vigilare affinché i passi avanti normativi si traducano in risultati concreti: stabilizzazioni effettive, organici adeguati e contratti dignitosi in tutta l’isola, perché la Sicilia non può permettersi ulteriori ritardi su temi che riguardano migliaia di lavoratori e la qualità dei servizi ai cittadini”.


