MATTEO I L’ARROGANTE
MATTEO II IL FURBO
Il nome Matteo accomuna nel nostro parlamento due soggetti che, sebbene di estrazione diversa, hanno in comune un solo problema: rendere la vita sempre più difficile ad una maggioranza sempre più disunita.
Matteo I , da una posizione di opposizione politicamente corretta, se non fosse condizionata dalla sua arroganza per il negativo risultato del suo maldestro tentativo di arrivare subito alla Presidenza del Consiglio, chiede continuamente di andare al voto.
Matteo II, da una posizione ibrida, perchè dopo essere stato colui che ha imposto al suo partito. l’accordo di governo con il Movimento 5 Stelle, lo abbandona subito dopo per creare una nuova formazione politica, Italia Viva, nell’errata convinzione che con il gran numero dei parlamentari a lui vicini disposti a seguirlo, la stessa cosa avrebbe fatto l’elettorato del P.D.
Dal momento in cui i sondaggi davano alla sua nuova compagine un minimo gradimento intorno al 2%, ha valutato bene la situazione inserendo diversi suoi rappresentanti nel Governo, mentre per lui ogni occasione è buona per criticare l’azione del Presidente Conte minacciandone continuamente la crisi.
Renzi è caduto dalle stelle alle stalle per la sua immaturità dimostrata nel non aver saputo utilizzare quel suo momento magico.
La gestione ed il risultato di quel referendum, da lui imposto in un modo completamente sbagliato, ne determinò il tracollo.
Matteo I determinò la crisi del governo, del quale era Vice Presidente del Consiglio,per ottenere la “promozione” a Presidente del Consiglio, nell’ errata convinzione che nel Parlamento non c’erano soluzioni diverse.
Mentre oggi Matteo I continua a chiedere il voto anticipato, fatto normale per il leader dell’opposizione, Matteo II minaccia la crisi nel vano tentativo di far capire che non ha alcuna preoccupazione di un voto anticipato.
La verità è ben altra. L’approvazione della legge che ha ridotto il numero dei parlamentari, per la sua applicazione, ha bisogno della revisione delle circoscrizioni elettorali di Camera e Senato.
L’iter della legge per l’ adozione di questo provvedimento sarà molto lungo e molto difficoltoso, anche per i notevoli interessi che comporterà sia a livello territoriale che personale, specialmente da parte dei parlamentari uscenti.
Situazione questa che allontana la possibilità di elezioni anticipate
Cosa ben nota a Renzi il quale sa che. nel caso di elezioni anticipate, vedrebbe il suo battaglione di parlamentari scomparire o ridursi ad una piccola squadretta di periferia.


