ARS: DEFR. GIAMBONA “MAGGIORANZA SPACCATA, BOCCIATURA CERTIFICA PARALISI DEL GOVERNO SCHIFANI”
PALERMO (21 luglio 2026) – “La bocciatura del documento di economia e finanza regionale in Prima Commissione certifica una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: la maggioranza che sostiene il governo Schifani è spaccata e non è più in grado di garantire nemmeno l’approvazione degli atti fondamentali per la programmazione economica della Sicilia”. Così il vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, Mario Giambona.
“Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione di una legislatura paralizzata da assenze ormai croniche e, per certi versi, strategiche, che impediscono all’Assemblea di svolgere con continuità il proprio lavoro – continua -. Mentre la Sicilia affronta emergenze su più fronti, dalla sanità agli incendi, dalla crisi degli enti locali alle difficoltà delle imprese e delle famiglie, il centrodestra continua a consumare le proprie divisioni interne”.
Il deputato regionale poi aggiunge che “Il DEFR presentato dal governo, inoltre, è un documento che non offre una visione credibile di sviluppo per la Sicilia. Mancano una programmazione concreta, scelte coraggiose e risposte adeguate alle grandi criticità dell’Isola. Per queste ragioni il Partito Democratico conferma il proprio giudizio negativo e ribadirà in Aula tutte le ragioni della propria contrarietà”.
“Ancora più grave è il ritardo con cui il governo continua a rinviare la variazione di bilancio. Da settimane attendiamo un provvedimento indispensabile per dare risposte a territori, Comuni, imprese e categorie produttive che aspettano interventi concreti. Anche su questo fronte il governo Schifani continua a perdere tempo, mentre la Sicilia resta ferma”, e infine aggiunge che “se il centrodestra non riesce a garantire i numeri neppure sui documenti più importanti della vita economica e finanziaria della Regione, è evidente che il problema non è l’opposizione, ma una maggioranza divisa, incapace di governare e sempre più ostaggio delle proprie contraddizioni”.


