M.E.S. LA MAGGIORANZA IN FUGA
Credo, con la mia esperienza maturata dal primo giorno di funzionamento
del nostro Parlamento, vedere in fuga per ben due volte in pochi giorni, i rappresentanti della corposa maggioranza di una delle Commissioni più importanti della Camera, disertatone tutti la partecipazione per non essere riusciti a prendere una decisione comune, sia un fatto mai verificatosi.
E si tratta di un problema marginale, la modifica del cosiddetto MES “Meccanismo Europeo di Stabilità”.
Il MES, in sostanza, metterebbe a disposizione delle somme da potere utilizzare, a loro richiesta nel caso di necessità, da parte di paesi europei in crisi.
Salvini lo ritiene inopportuno, mentre pensa continuamente al ponte sullo stretto perché, secondo lui, in caso di necessità le somme sarebbero trovate tra i risparmiatori nostrani.
Quanti, in caso di difficoltà da parte del nostro Stato, con le esperienze maturate, sarebbero disposti a ulteriormente rischiare?
Il problema è esclusivamente di un tatticismo molto chiaro: le tre formazioni che hanno creato l’attuale maggioranza, nel tempo, avevano espresso sul MES valutazioni ben diverse tra loto.
Oggi, impreparati, stanno tentando di trovare una difficile comune via d’uscita.
Ma avere disertato la partecipazione a due commissioni appositamente convocate, dimostra che le distanze non sono ancora vicine.
Il MES mette a disposizione delle somme da utilizzare “a richiesta” da parte dei paesi che ne hanno bisogno.
Se il nostro paese non ne avrà bisogno non ne richiederà.
Giorni fa ho postato una nota he riguardava la crisi bancaria di dieci anni fa.
L’Europa aveva messo a disposizione la somma di 800/miliardi per intervenire in difesa di banche in crisi.
Somma non integralmente utilizzata, ma la Germania la utilizzo per circa 250/miliardi e l’Italia solo per 4 miliardi.
Allo scadere della validità del provvedimento, 31-12-2014, da noi pressoché inutilizzato, entrarono in crisi le nostre banche e moltissimi concittadini pagarono molto caro il comportamento dei nostri miopi politicanti di allora, per non rifare i nomi già fatti con la nota richiamata, tutti i Presidenti del Consiglio succedutisi dal 2010 al 2014.
Evitiamo di ripetere inutili errori.


