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L’Uisp sulla Rai: “Stare a casa adesso significa ripartire il prima possibile” Il presidente nazionale dell’Uisp, Vincenzo Manco, è intervenuto nella trasmissione CentoCittà di Radio 1 Rai: parla lo sport sociale

Su Aprile 3, 2020 4 minuti letti

L’Uisp sulla Rai: “Stare a casa adesso significa ripartire il prima possibile”
Il presidente nazionale dell’Uisp, Vincenzo Manco, è intervenuto nella trasmissione CentoCittà di Radio 1 Rai: parla lo sport sociale
L’Uisp rappresenta migliaia di società ed associazioni sportive attive sul territorio italiano ed oltre un milione e duecentomila tesserati: realtà e persone che al momento sono ferme per via dell’emergenza sanitaria legata al CoronaVirus. Cosa dire a tutti loro, che hanno sicuramente problematiche e difficoltà diverse, legate allo stop obbligato di tutto il comparto sportivo? Vincenzo Manco ha risposto dalla trasmissione di Radio 1 Rai Cento Città, andata in onda nella mattinata di venerdì 3 aprile: “Moltissime delle nostre società sportive, alla fine della crisi, non avranno la possibilità di ripartire, di recuperare il tempo e il denaro perso, a differenza delle società professionistiche – ha detto Manco – sono società ed associazioni sportive di quartiere, spesso di periferia, che svolgono altre funzioni, legate al benessere e alla costruzione di cittadinanza, e sono quelle che rischiano di più”.
ASCOLTA L’AUDIO
Se le attività sportive quotidiane mancano sia ai praticanti amatoriali che ai tifosi, sicuramente a soffrire di più sono queste piccole realtà che rischiano di continuare a subire perdite anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria e quindi di chiudere definitivamente. “Ogni grande crisi economica ripropone lo stesso schema e quindi le stesse conseguenze, fu lo stesso anche nel 2008 – risponde Vincenzo Manco – le famiglie scelgono di tagliare prima di tutto i costi dello sport o della cultura. Per questo credo ci sia bisogno di un vero e proprio piano di salvataggio nazionale. Lo sport sarà uno dei motori della ripresa, lo ha detto in questi giorni anche il ministro Spadafora (GUARDA IL VIDEO), ma c’è bisogno di risorse a fondo perduto, e di un fondo di garanzia per i mutui”.
Su questi temi l’Uisp è intervenuta recentemente anche dalle pagine del Corriere della sera: “Il numero di società sportive che rischiano di non ripartire è altissimo – dice – Se è vero che l’attività motoria ha un alto valore sociale, occorre ragionare su contributi a fondo perduto a chi fa vera attività e rinvio a lungo termine dei canoni affitto. Il numero di società sportive che rischiano di non ripartire è altissimo – aggiunge Manco in un altro passaggio – …la presenza nel Registro del Coni di associazioni che gonfiano i loro tesserati o mascherano da attività senza scopo di lucro altre che lo sono, toglie enormi risorse al sistema. Un conto è aiutare un istruttore del settore giovanile o chi si occupa di ginnastica per gli anziani a prezzi concordati col Comune, un conto finanziare un Circolo privato che cerca scorciatoie fiscali”.
E per quanto riguarda l’attività delle singole persone? Giusto limitare le uscite e le corse fuori casa? “Noi dell’Uisp siamo stati i precursori del podismo con Vivicittà nel 1984 e proprio il movimento podistico può diventare la metafora della ripartenza: quando avremo la possibilità di uscire dovremo muoverci e correre, per recuperare forma fisica e rapporti sociali, ma per ora bisogna stare in casa e seguire le disposizioni delle autorità, perché questo ci permetterà di ripartire prima”.
Per non farci trovare impreparati da quel momento e tutelare la nostra salute anche in queste giornate a casa, l’Uisp ha lanciato la campagna “La palestra è la nostra casa”. Grazie al contributo di Comitati, Settori di attività e delle tante associazioni diffuse in tutta Italia, condividiamo e trasmettiamo ogni giorno contenuti comunicativi inediti e molto efficaci, che al centro hanno questo messaggio: si possono mantenere stili di vita attivi anche all’interno delle mura domestiche. Il messaggio che parte da questa produzione continua di contributi da nord al sud d’Italia parla di un grande senso di comunità e di solidarietà, espresso attraverso lo sport. Perchè lo sportpertutti è un valore sociale di interesse generale. E’ un diritto di tutti e tutte, da Bolzano a Siracusa. E in tutto il mondo.

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