L’EVOLUZIONE DEI PARTITI IN ITALIA
Confronto tra le prime elezioni del 1946 e le ultime del 2018
Ho voluto confrontare il comportamento dei partiti e degli elettori in occasione delle prime elezioni dell’era repubblicana per la Costituente del 1946, con le ultime politiche del 2018.
La prima considerazione: nessuno dei partiti che si presentarono nel 1946 sono risultati presenti in occasione delle ultime elezioni politiche.
Sono scomparsi, per motivi diversi nell’ordine dei voti allora ottenuti, la Democrazia Cristiana (35,21%) il Partito socialista (20,68%), il Partito comunista (18,93%), l’Unione Democratica Nazionale (6,79%), il Fronte dell’Uomo qualunque (5,27%), il Partito Repubblicano (4,36%),il Blocco Nazionale (2,77%) e il Partito d’Azione (1,45%).
Ben altre 20 liste, che ottennero nel loro complesso oltre un milione di voti, elessero solo 13 parlamentari.
Molti partiti conclusero la loro vita per la negativa risposta del corpo elettorale, mentre la Democrazia Cristiana e i due Partiti socialisti vennero travolti dallo scandalo delle cosiddette mani pulite.
Il Partito comunista, graziato dallo scandalo, dopo la morte di Stalin e la caduta del muro di Berlino, cambia nome e, con l’apporto dei resti della Democrazia Cristiana, dà vita al cosiddetto “Ulivo”, padre dell’attuale Partito democratico.
Le elezioni politiche del 2018, si conclusero in modo imprevedibile, con il Movimento Cinque stelle che dà solo ottenne circa undici milioni di voti, pari al 32,7% e l’elezione di ben 222 parlamentari alla Camera.
Nessuno dei partiti tradizionali presenti in occasione delle elezioni del 1946 figurava tra le liste presentate mentre, come già avvenuto nel 1946, vennero presentate una ventina di liste che ottennero complessivamente circa tre milioni di voti, senza eleggere alcun parlamentare.
Questa cattiva abitudine della presentazione di liste inutili, manifestata in occasione di tutte le elezioni politiche effettuate dal 1946 in poi, con il continuo aumento delle astensioni e l’adozione di leggi elettorali comode nel momento, condizioneranno i risultati elettorali e renderanno sempre più difficile la normale attività al nostro Parlamento.
angiolo alerci


