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La Filctem Cgil sulla chiusura della sede di Enna di Siciliacque

Questo il testo della lettera che il segretario provinciale della Filctem Cgil Alfredo Schillirò ha inviato ai rappresentanti di tutte le istituzioni interessate alla vicenda che riguarda la chiusura della sede di Enna di Siciliacque
La Scrivente Segreteria Provinciale della Filctem Cgil, rappresentante dei lavoratori
inquadrati nella categoria Gas Acqua per la Provincia di Enna, con nota del 08 gennaio 2020 comunicava alle Istituzioni quali Il Presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana On. Gianfranco Miccichè, Al Signor Sindaco del Comune di Enna Avv. Maurizio Dipietro ,Al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Enna Dott. Ezio Massimo De Rose, ai parlamentari Nazionali e Regionali all’On. Andrea Gianrizzo, On Guglielmo Epifani, Sen. Fabrizio Trentacoste, On Claudio Fava, On. Luisa Lantieri, On. Elena Pagana, la paventata chiusura della sede di Enna della Società Siciliacque e il trasferimento dei Lavoratori in altre sedi.
Da allora la scrivente non ha ricevuto nessuna comunicazione in merito come se la questione del trasferimento di una importante sede per la gestione delle acque, non riguardasse le Istituzioni di questo territorio ma le Istituzioni di un altro Continente lontano migliaia di chilometri.
A nostro parere, il trasferimento della suddetta sede ,comporterà un’ulteriore impoverimento di questo martoriato territorio.
La svolta nella gestione dei servizi idrici in Sicilia si inquadra in un contesto in cui l’inadeguatezza delle infrastrutture idriche e fognarie evidenziavano le carenze di un sistema fino ad allora caratterizzato dall’eccessiva frammentazione. Pertanto la
Regione Siciliana, lo Stato Italiano e l’Unione Europea hanno promosso congiuntamente un’azione volta al superamento di tali carenze, con l’obiettivo di colmare il divario esistente con le altre aree europee più sviluppate.
Con i Decreti del Presidente della Regione Siciliana del 16/05/00 e del 07/08/01 la Regione Siciliana ha quindi disciplinato le forme di cooperazione tra i Comuni e le Province Regionali per il governo e l’uso delle risorse idriche, individuando nove ATO, sulla base dei confini amministrativi delle Province siciliane.
Parallelamente, nel 2001, si procedeva alla pubblicazione dell’avviso pubblico europeo per la ricerca del partner privato a cui cedere (mediante aumento del capitale sociale da 100 a 400 mila euro) il 75% del pacchetto azionario della nuova Siciliacque S.p.A., mentre il 25% restava nelle mani del socio pubblico (5% Regione Siciliana e 20% EAS). Aggiudicatario del processo di selezione è stato il raggruppamento temporaneo di imprese, il raggruppamento temporaneo di imprese con ENEL mandataria e partecipato, tra l’altro, da Vivendi Environnement (oggi Veolia Environnement) che proponeva un piano di investimenti, articolato nell’arco dei 40 anni di concessione, per un ammontare complessivo di 580 milioni di euro.
Successivamente alla dismissione dell’Ente Acquedotti Siciliani (con l’entrata in vigore della Legge Regionale n°9 del 31/05/04, a decorrere dal 1° settembre 2004 l’EAS è stato posto in liquidazione) anche il 20% del pacchetto azionario fu acquisito dalla Regione Siciliana, che pertanto, ad oggi, detiene il 25% della Società. Le quote di ENEL sono state invece cedute nel 2010 ad Acqua S.p.A.
Siciliacque svolge i servizi di captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione a scala sovrambito: attraverso la rete di adduzione, fa confluire l’acqua captata e potabilizzata in grandi serbatoi (uno o più per ciascun comune). Ogni anno Siciliacque fornisce circa 90 milioni di metri cubi di acqua potabile, coprendo l’intero fabbisogno delle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna e parte di quello di Palermo e Messina.
Oltre al servizio di adduzione e consegna ai serbatoi comunali, Siciliacque eroga acqua potabile per più di 2000 utenze commerciali, industriali, domestiche e di servizio dislocate lungo il tracciato degli acquedotti.
Siciliacque gestisce circa 1.800 km di rete di adduzione costituita da 13 sistemi acquedottistici interconnessi Alcantara,Ancipa,Blufi,Casale,Dissalata Gela – Aragona, Dissalata Nubia, Fanaco – Madonie Ovest, Favara di Burgio, Garcia, Madonie Est, Montescuro Est, Montescuro Ovest, Vittoria – Gela.
Il lago di Ancipa, detto anche “lago Sartori” è un bacino artificiale della Sicilia in provincia di Enna. Sui monti Nebrodi, a pochi km da Troina, segna il confine tra la provincia di Enna e quella di Messina. Il lago nacque in seguito alla costruzione di una diga (detta di “San Teodoro”) a sbarramento del torrente Troina allo scopo di produrre energia elettrica. La sua costruzione finanziata dall’Ente siciliano elettricità avvenne negli anni tra il 1950 e il 1952 creando un invaso della capacità massima di 30 milioni di m³.
L'”Ancipa” è il lago più alto della Sicilia, con 944 m s.l.m. e costituisce una delle maggiori risorse per l’approvvigionamento idrico della Sicilia centrale, fornendo acqua potabile a 13 comuni della provincia ennese compreso il capoluogo e ad altre cittadine del Nisseno e del Catanese.
Nei primi mesi del 2012 ENEL ha riavviato la produzione di energia elettrica, per un totale di oltre 50 GWh, delle centrali idroelettriche di Troina e Grottafumata che attingono le loro risorse idriche dalla diga di Ancipa.
Le acque dell’invaso sono trattate nell’impianto di potabilizzazione di Troina, gestito da Siciliacque, prima di essere immesse negli acquedotti delle città servite.
I lavoratori di Siciliacque impegnati nel reparto di Enna operano tramite turni anche di reperibilità svolgendo il proprio lavoro nei territori di Enna, Ancipa, Nicosia, Sperlinga, Cerami, Gagliano, Leonforte, Calascibetta, Piazza Armerina, Caltanissetta, Butera, Mazzarino, Alcantara, Giampilieri, Taormina, Sant’Alessio, Forza D’Agrò, Castel Mola, Gela, ecc….
Vista la nota della scrivente Organizzazione Sindacale del 10 febbraio 2020 con la quale chiedeva alle istituzioni di intervenire affinchè inducessero i dirigenti di Siciliacque ad per evitare il trasferimento del reparto di Enna ma senza ottenere risposta alcuna;
Constatato che la Società Siciliacque, nonostante tutto, sta inviando le note di trasferimento per il personale;
Per tutte queste ragioni è di vitale importanza la sede operativa di Siciliacque a Enna per la distribuzione delle acque in diversi comuni siciliani, ma anche per la potabilizzazione e per la gestione idroelettrica.
Pertanto CHIEDE un vostro tempestivo intervento , per quanto di competenza, al fine di scongiurare il trasferimento del personale e la chiusura della sede di Enna della Società Siciliacque.
Rimane a disposizione per eventuali iniziative da intraprendere insieme.

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