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LA FIGURA DEL MARCHESE ENRICO DEL VASTO, IL COSTRUTTORE DELLA CITTA’ DI “CHIAZZA”, SCOPERTA DAL PROF. FERRERI NELL’AFFRESCO DELLA CHIESA MARIA SS, DEL MAZZARO.

Riccardo Maggio 24, 2023 4 minuti letti
ferreri 1

LA FIGURA DEL MARCHESE ENRICO DEL VASTO, IL COSTRUTTORE DELLA CITTA’ DI “CHIAZZA”, SCOPERTA DAL PROF. FERRERI NELL’AFFRESCO DELLA CHIESA MARIA SS, DEL MAZZARO.

L’attento lavoro di ricerca e di valutazione storica di rari reperti artistici e documentali svolto assiduamente dal mazzarinese Prof. Giuseppe FERRERI, gli ha consentito di pervenire alla sconvolgente scoperta, per la prima volta in assoluto, della figura del giovane Marchese ENRICO del VASTO, conte di PATERNO’, MAZZARINO e BUTERA, in un pregevole affresco posto sulla volta della navata centrale della CHIESA MARIA SS. DEL MAZZARO.
Il celebre affresco è il primo di diversi altri che descrivono e raccontano la bellissima storia delle fasi di costruzione della Chiesa che risalgono al 16 Settembre del 1125, giorno del ritrovamento in una grotta di contrada “MAZZARO”della preziosa icona di fattura bizantina, ivi amorevolmente nascosta dai fedeli mazzarinesi, durante le persecuzioni iconoclastiche attuate dall’Imperatore Bizantino LEONE ISAURICO.
Siccome il reperto è posto sul soffitto in alto, quasi nessuno nel tempo è riuscito a decifrarne la bellezza e i particolare del messaggio storico che custodisce.
Il prof. FERRERI, venuto in possesso di una accurata foto dell’affresco eseguita dal fotoamatore Luigi LI VELI , su ordine del parroco pro-tempore del Santuario Don Carmelo BILARDO recentemente scomparso, ha individuato nella figura posta a sx con la giacchetta rossa, devotamente genuflesso di fronte alla preziosa icona bizantina, l’ecc.mo Sig. Marchese ENRICO del VASTO. riconosciuto CAPO DEI LOMBARDI DI SICILIA, genero e cognato del Conte RUGGERO D’ALTAVILLA. Ricordando la storia dell’antichissima città di Mazzarino pubblicata da Pietro DI GIORGIO INGALA nel 1900, il FERRERI ha potuto affermare che il Gran Conte Normanno, prima del 1125 ideò la costruzione di una città, nei pressi delle sorgenti del fiume GELA che doveva servire a dare idonea ospitalità alle numerose migliaia di giovani, provenienti dai territori dei paesi della cispadania e transpadania che venivano in Sicilia per combattere contro i saraceni, sotto i vessilli del conte normanno.
Questo luogo fu scelto dall’Altavilla come sito particolarmente strategico, per la facile disponibilità dell’acqua dolce fornita dalle numerose sorgenti e dall’abbondanza di frumento carne e latticini.
Il sito era altresì molto riparato e nascosto fra i numerosi noccioleti e si trovava al centro della Sicilia, in un luogo altamente strategico, rispetto alla numerose città dell’isola che potenzialmente si potevano ribellare alla dominazione normanna. La nuova città che fu chiamata “CHIAZZA”, forse in un primo tempo fu costruita in legno, per dare subito riparo alle milizie.
In effetti il Conte Ruggero all’età di 60 anni celebrò il suo terzo matrimonio con la ventenne marchesina ADELASIA del VASTO, sorella del nostro diciottenne Marchese Enrico. Appena trascorsi quattro anni, il Gran Conte morì, per cui si può ipotizzare che egli non potè costruire la città di “CHIAZZA”, bensì fu il Marchese ENRICO del VASTO a portare a termine i lavori di costruzione in muratura del più importante insediamento urbano ALERAMICO di SICILIA. A questo punto sottolineare che il lavoro, del prof. FERRERI assume una sua particolare importanza e specificità, in quanto ha individuato per la prima volta in assoluto la figura di un cosi importante personaggio della storia degli ALERAMICI di SICILIA, nel pregevole affresco custodito nel santuario di Mazzarino. Bisogna dire altresì che questo reperto assume un suo valore specifico intrinseco, perché esso è l’unica rappresentazione artistica, del Conte ENRICO del VASTO esistente nel mondo.

Per quanto riguarda la VILLA DEL CASALE, il Prof. FERRERI dopo aver letto la pubblicazione di Don Carmelo BILARDO, della traduzione da Latino all’Italiano dell’atto di donazione del Conte MANFREDI di MAZZARINO, POLICASTRO. PATERNO’ BUTERA E SIRACUSA del 1154, ha riscontrato che la contrada CASALE, era un feudo della Contea di MAZZARINO, quindi anch’esso divenne oggetto della medesima donazione, alla CHIESA MARIA SS. MAZZARO.
Siccome in un terreno di questa contrada, nel 1950 fu scoperto il sito archeologico di età romana della Sicilia contenente il patrimonio di mosaici più importante del mondo, si può ipotizzare che la VILLA del CASALE possa essere un possedimento feudale della CHIESA MARIA SS. Del MAZZARO. A conferma di quanto affermato bisogna dire che nel medesimo atto il conte MANFREDI, espresse la sua volontà che gli effetti della donazione non erano limitati nel tempo, ma dovevano perdurare In Eterno.
Tutti questi ragionamenti e molto altri di più, rispetto alla straordinaria storia della VILLA ROMANA del CASALE, si trovano nel libro distribuito, anche in forma cartacea esclusivamente sulla piattaforma AMAZON, pubblicato dal Prof. FERRERI Giuseppe. Gli studiosi, gli appassionati e le autorità accademiche, leggendo questo volume possono ritrovare elementi di riscontro, di dibattito e valutazione, su argomenti storici che raccontano i nostri numerosi siti archeologici, la cui storia è ancora ricoperta da arcani silenzi, omissioni e numerose lacune che il libro riesce in parte a dipanare.

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