Lo abbiamo chiesto al professore Angelo Todaro esperto in contabilità ambientale, politiche di sostenibilità e tematiche green .
La scarsità d’ acqua, mette in crisi l’ agricoltura e la zootecnia in Sicilia.
Fattori ambientali e cambiamenti climatici, determinano la crisi dei settori primari della produzione, le filiere rischiano lo stop.
In campagna si vivono situazioni drammatiche, riduzioni forzate dell’ uso dell’ acqua e razionamento anche per uso domestico, rimedi intrapresi a fine Marzo dalla Regione Siciliana, non sono state delle soluzioni valide.
Carenza d’ acqua negli invasi e siccità, dopo la dichiarazione dello stato di crisi, non sono migliorati i livelli dell’ acqua, questo status quo, sottolinea la drammatica situazione che si vive nelle campagne siciliane e non solo vista la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale avvenuta a fine marzo, da parte della Regione Siciliana con la riduzione forzata dell’uso d’acqua e il razionamento anche per scopi domestici.
A marzo sono mancati 300 millimetri di pioggia, ma è stato il settimo mese consecutivo con precipitazioni inferiori alla norma.
In numeri si traduce
nella Giornata della Terra, per la Regione Sicilia, in perdite in agricoltura fino a 2,7 miliardi di euro.
Ritengo, afferma Angelo Todaro, che l’agricoltura in Sicilia sia un settore di rilevante importanza. È tra le regioni d’Italia con le maggiori superfici agricole utilizzate (1,342 milioni di ettari, 338mila destinati a biologico), conta 142.416 aziende attive nel settore agricolo che arrivano a 160.629 (il 13% del totale Italia) con il tutto il comparto agrifood, e un valore alla produzione di 9,7 miliardi di euro.
La Regione ha stimato perdite comprese tra uno e 2,7 miliardi di euro a seconda delle precipitazioni che dovessero verificarsi o meno nei mesi di aprile e maggio.
L’ Agricoltura e la zootecnia dove, pesa la mancanza di scorte di fieno e l’assenza di pascoli verdi.
Urge dichiarare l’emergenza nazionale in Sicilia e sono necessarie, da parte delle istituzioni regionali e nazionali, misure compensative per sollevare il settore agricolo, zootecnico e agroalimentare già alla canna del gas, lo sottolinea il professore Angelo Todaro, al quale abbiamo chiesto di proporre delle soluzioni.
” Oltre al rischio di chiusura delle aziende, la perdita di lavoro delle maestranze e della dispersione del patrimonio agricolo e della biodiversità, di cui la Sicilia è ricca – sottolinea il professore Angelo Todaro imprenditore ed esperto in politiche ambientali e green – lo stato di emergenza garantirebbe ristoro, ma sarebbe sempre un tampone al problema che va affrontato diversamente.
Tra le proposte e le soluzioni individuate da Angelo Todaro: ” Dissalatori a osmosi inversa e non a vaporizzazione, alimentati da energia rinnovabile, e rivisitazione di tutte le condutture dell’acqua, che sono ridotte ad un colabrodo. L’ acqua che si disperde sotto terra ammonta ad oltre il 50% di quella immessa nelle condutture, per questo motivo non arriva sufficiente acqua nelle case degli Italiani”.
Con queste prime valutazioni, ecco alcune azioni che potrebbero concorrere ad eliminare gli sprechi, così conclude Angelo Todaro.


