Finanza: La crisi Russia Ucraina
Quello di ieri giovedì 24 febbraio è stato un giorno che rimarrà a lungo nella memoria di ogni risparmiatore europeo.
Tutti gli indici di borsa del vecchio continente hanno fatto realizzare perdite che si aggirano intorno al 4% a causa dell’invasione della Russia in Ucraina, epilogo inaspettato visto che tutte le diplomazie mondiali sono al lavoro per evitare un conflitto globale.
Ed inevitabilmente quando le trasmissioni televisive e soprattutto i tg aprono con notizie allarmanti, è ovvio che la preoccupazione dei risparmiatori sale a tal punto da indurre qualcuno di essi a voler disinvestire i propri investimenti.
Niente di più sbagliato.
Sono momenti come questi che, nei mercati finanziari, creano grandi opportunità di guadagno, si ricorda a tal proposito che situazioni di questo genere si sono verificate spesso nel recente passato, soltanto due anni fa, con lo scoppio della pandemia e precisamente il 12 marzo l’indice della borsa italiana fece segnare un risultato negativo di circa 17 punti percentuali, ma dopo il picco negativo del 19 marzo tutti gli assets finanziari si ripresero al punto da far segnare, a fine anno, risultati a due cifre.
Poteri fare diversi esempi ma voglio concludere dicendo che, pur non sapendo cosa succederà nel prossimo futuro, non deve preoccuparci la volatilità di breve periodo ma devono confortarci i risultati di lungo periodo, a tal proposito vorrei ricordare che 100.000 dollari investiti sull’indice azionario globale (MSCI WORLD) nel 1° gennaio 2005 sarebbero diventati 265.000 al 31 dicembre del 2021.
Dott. Alberto Dottore
Consulente Finanziario


