La siccità e la mancanza di acqua che affliggono la Sicilia in questi mesi hanno fatto emergere problemi anche nell’accoglienza dei turisti.
Proprio di viaggi e turismo si occupa l’ultimo numero di Scorci che presentiamo mercoledì 26 giugno alle ore 18,00 presso il cortile di palazzo Chiaramonte (Biblioteca comunale).
Quanto è scritto nell’editoriale ci sembra una buona sintesi di una questione di grande attualità che dovrebbe spingerci ad una profonda riflessione sul nostro futuro.
“In questi mesi di siccità e alle porte di un’estate che si preannuncia caldissima e secca, a fronte di risorse idriche scarse, a Palermo sono comparse in giro per la città scritte contro i turisti. Si tratta di una provocazione che ci mette di fronte al fatto che l’industria turistica, con la sua logica estrattiva, sarà sempre più insostenibile in condizioni climatiche e ambientali che si estremizzano. Se il viaggio, da sempre appannaggio delle élite colte, nell’era del turismo di massa si è trasformato in apparenza e consumo e l’aspirazione delle classi subalterne a godere delle bellezze del mondo si è tradotta in un incubo, a fronte dei super ricchi che già progettano viaggi nello spazio, cosa rimane da fare? Certo non basta essere contro il turismo o i turisti, o prospettare soluzioni tampone come la destagionalizzazione o la diversificazione dei flussi turistici all’interno della logica del profitto. Occorre ripensare i tempi di vita e di lavoro oggi rigidamente connessi alle strutture e all’organizzazione della società del lavoro salariato e del consumo; occorre cominciare a tracciare vie d’uscita dai perversi meccanismi del mercato, come in parte sta avvenendo in tante esperienze di questi ultimi anni, cui pure accenniamo nel numero; bisogna essere consapevoli che un territorio non è un prodotto da vendere al miglior offerente, ma uno spazio che va vissuto principalmente da chi lo abita, da chi ha anche il dovere imprescindibile di preservarlo e di costruirvi comunità libere e aperte, cosicché il viaggiatore venga accolto non in quanto turista fornito di carta di credito ma perché umano che vuole incontrare altri umani e farsi permeare dallo spirito dei luoghi”.


