La nota diffusa oggi dal segretario cittadino del Pd impone una riflessione che va oltre la contingenza politica e tocca un tema più profondo: il rapporto tra verità, coerenza e rispetto nei confronti dei cittadini. Perché, a un certo punto, la politica dovrebbe anche avere il buon senso di tacere, soprattutto quando ciò che si afferma non corrisponde ai fatti. Non è solo una questione di opportunità, ma di credibilità.
Colpisce, infatti, la distanza tra le dichiarazioni di principio e le scelte concrete compiute nel giro di pochi giorni. Fino a ieri, lo stesso partito dichiarava pubblicamente l’impossibilità di qualsiasi alleanza con chi aveva amministrato la città negli ultimi anni. Una linea netta, rivendicata con forza, quasi a voler marcare una distinzione identitaria. Oggi, però, quella posizione sembra dissolversi di fronte alla composizione delle liste, nelle quali trovano spazio assessori della giunta Dipietro e consiglieri comunali che quella stessa amministrazione l’hanno sostenuta fino a pochissimo tempo fa, oltre alla DC.
È qui che emerge una doppia morale difficile da ignorare. Da un lato, si rivendica un’alternativa politica chiara; dall’altro, si accolgono tra le proprie file figure che hanno incarnato e sostenuto esattamente quel modello amministrativo che si diceva di voler superare. Non si tratta di una questione simbolica. Anzi, forse al Pd sfugge, ma non ai militanti e agli elettori in generale, un punto essenziale: il problema non è il simbolo di un partito – che, peraltro, secondo quanto riportato dalla stampa, potrebbe non essere nemmeno presente quello del PD – ma la coerenza politica delle scelte che si compiono.
E su questo terreno le contraddizioni appaiono evidenti. Per cinque anni il Pd si è posto come alternativa all’amministrazione Dipietro, conducendo un’opposizione dura e sistematica, arrivando a non votare neppure i debiti fuori bilancio. Una posizione che, giusta o sbagliata che fosse, delineava un perimetro politico preciso. Oggi, però, quello stesso perimetro viene superato accogliendo nelle liste proprio coloro che hanno sostenuto quel programma e portato avanti quell’azione amministrativa.
Di quale coerenza si parla, allora? Di quale coerenza parla il segretario cittadino del PD? È una domanda legittima, che non può essere liquidata con formule di circostanza o giustificazioni tardive. Perché la coerenza, in politica, non è un dettaglio secondario: è il fondamento su cui si costruisce la fiducia. Come già osservato in passato, la coerenza in politica è merce rara e proprio per questo andrebbe maneggiata con cautela, evitando di rivendicarla quando i fatti raccontano altro. Ed è proprio in questi momenti che la politica dovrebbe fermarsi, riflettere e, se necessario, avere il coraggio di tacere. Non per sottrarsi al confronto, ma per rispetto della verità e, soprattutto, dei cittadini.
Il movimento di Enna Futura


